Pellegrinaggio IMSA a Lourdes

 

L’IMMACOLATA CONCEZIONE

Storia del dogma

 

L’Immacolata Concezione di Maria fu proclamata dal papa Pio IX nel 1854. In realtà la storia della devozione a Maria Immacolata è molto più antica, infatti precede di secoli la proclamazione del dogma: si può dire che la verità dell’Immacolata Concezione di Maria si affermò prima di tutto nella pietà popolare, nella fede semplice del popolo di Dio.

Il magistero pontificio non fece altro che assumere dal “sensus fidelium” tale verità e proporla a tutta la chiesa come verità di fede.Già Sisto IV (seconda metà del 1400) iniziò la serie di interventi pontifici a favore dell’Immacolata Concezione; il Concilio di Trento, pur non definendo il dogma, ritenne Maria immune dal peccato originale (1546).

Video Buon giorno Maria

 

Webcam alla Grotta di Lourdes in diretta

Passi significativi furono compiuti dai successivi papi tra i quali Clemente XI che nel 1708 estese la festa dell’Immacolata Concezione alla chiesa universale.
Nel 1830 la Vergine apparve a santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi la “medaglia miracolosa” con l’immagine dell’Immacolata. Questa medaglia suscitò una intensa devozione popolare e molti vescovi chiesero la definizione di quel dogma che, ormai, era nel cuore di quasi tutti i cristiani. In quegli anni Pio IX istituì una commissione di tecnici e una di cardinali per chiarire i termini della questione e giungere ad una definizione. Attraverso un’enciclica (Ubi primum, 1849) consultò tutti i vescovi: dai risultati emerse una convergenza quasi plebiscitaria a favore della definizione dogmatica, fatto che lo incoraggiò a preparare la Bolla di definizione.

L’8 dicembre 1854 Pio IX pronunciò la formula della definizione dogmatica: “…Dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina, la quale ritiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente ed in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, sia stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale, è rivelata da Dio e perciò da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli” (Bolla Ineffabilis Deus).

Il 25 marzo 1858 (quattro anni dopo), in una delle apparizioni alla grotta di Massabielle, la Madonna svelò a Bernadette la sua identità: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Le apparizioni di Lourdes apparvero, dunque, una prodigiosa conferma del dogma che aveva proclamato la Vergine “tutta bella”, “piena di grazia” e “priva di ogni macchia del peccato originale”. Una conferma che sembrò un ringraziamento, per l’abbondanza di grazie che dal cuore dell’Immacolata si riversarono sull’umanità.

Dogma e Parola di Dio

La definizione del dogma non trova riscontro esplicito nella Scrittura, ci sono però brani della Parola nei quali la Chiesa ha intravisto, sia pure in uno stato germinale, la concezione immacolata di Maria.

Nell’A.T. si fa riferimento al protovangelo (Gn 3,15): “Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe”. I Padri e gli scrittori ecclesiastici, in questo versetto, videro prefigurati Cristo e la Vergine Maria, la lotta e la vittoria del bene sul male. Come Cristo, assunta la natura umana, redense l’umanità peccatrice, così la Santissima Vergine, unita a lui da un legame indissolubile, fu con lui e per mezzo di lui l’eterna nemica dell’insidioso serpente e ne schiacciò la testa col suo piede verginale.

Nel N.T. è dato speciale risalto al saluto dell’angelo: “Piena di grazia” (Lc 1,28) e alle parole di Elisabetta: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1,42).

I Padri della Chiesa commentano questi due brani affermando che “la Vergine risplendette di tale abbondanza di doni celesti, di tale pienezza di grazia e di tale innocenza, da divenire il culmine di tutti i miracoli di Dio, una seconda Eva uscita illibata dalle mani di Dio e capace di accrescere continuamente il dono ricevuto, tanto da riuscire ad infrangere completamente la violenza e il potere del demonio”.

La Bolla Ineffabilis Deus insegna dunque che la Scrittura, se letta con “gli occhi della Chiesa”, rivela una pienezza di senso che non emerge dalla semplice lettura del testo e che, riguardo alla Vergine Maria, i libri sacri contengono espressioni che, in germe, fanno pensare alla perfetta santità della Madre di Dio fin dal primo istante del suo concepimento.

Significato del dogma

Maria, eletta per essere Madre di Dio, è redenta insieme a tutti gli uomini, ma in modo singolare: fin dal concepimento è immune dal peccato originale. Anche lei è redenta da Cristo, ma non viene “tirata fuori dal fango” come noi: è preservata dal cadervi. In lei risplende maggiormente il primato della grazia di Dio. Maria porta in sé, come nessun altro tra gli esseri umani, quella “gloria della grazia che il Padre ci ha dato nel suo figlio diletto”. Questo dono di grazia determina la straordinaria grandezza e bellezza di tutto il suo essere.

Durante la S. Messa della solennità, nel prefazio, il celebrante prega con le seguenti parole: “Tu hai preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché, piena di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio. In Lei hai segnato l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza. Da Lei, vergine purissima, doveva nascere il Figlio, agnello innocente che toglie le nostre colpe; e sopra ogni altra creatura la predestinavi per il tuo popolo avvocata di grazia e modello di santità”.

In Maria si realizza la vocazione di Israele a diventare la sposa fedele, tutta bella, non offuscata da nessuna macchia. La Chiesa, dunque, riconosce in Lei le proprie origini, il suo esordio come nuova creatura, “la nuova Gerusalemme ornata come una sposa pronta per andare incontro allo sposo” (Ap 21,2). A ragione il popolo cristiano la venera come la “tutta santa”.

Dogma e vita

C’è il pericolo di pensare all’Immacolata Concezione come ad un puro dono di Dio, rispetto al quale Maria non ha alcun merito. Se così fosse, ella potrebbe essere ammirata, ma non imitata. La purezza immacolata della Madre di Dio è invece una forza positiva che permane e si sviluppa nel tempo.

Maria, preservata dal peccato, ha percorso un personale cammino di fede e di carità. Sappiamo bene, infatti, che la grazia ha bisogno della nostra libera corrispondenza nella concretezza e nella storicità dell’esistenza ed esige di essere accolta nella fede. Maria, libera dal peccato originale e gratificata con doni eccezionali, è cresciuta nella santità. Non ha conosciuto ritardi e deviazioni; non ha commesso peccati personali.

Anche don Alberione afferma che “Maria è cresciuta spiritualmente e si è arricchita nell’anima e fortificata nella virtù. Il Padre celeste lo avrà osservato con gioia e se ne sarà compiaciuto, ed avrà rivolto anche a Maria il suo sguardo pieno di benedizioni”. Maria, dunque, va imitata nell’aver fatto fruttificare la grazia ricevuta e nell’unione speciale che ha vissuto con Gesù. Don Alberione ci ricorda che “Lo Spirito Santo dona senza misura” (Gv 3,34), perciò Maria che era tanto vicina alla “sorgente” è stata arricchita della pienezza della grazia.

Il Papa Benedetto XVI, in un’omelia  tenuta nella festa dell’Immacolata, ci invita a contemplare l’immagine della Vergine in ascolto che vive nella Parola di Dio, che serba nel suo cuore le parole che le vengono da Dio e, congiungendole come in un mosaico, impara a comprenderle. Egli ci rimanda alla “grande credente” che, piena di fiducia, si mette nelle mani di Dio abbandonandosi alla sua volontà; all’umile madre che, quando la missione del Figlio lo esige, si fa da parte; alla “donna coraggiosa” che, mentre i discepoli si danno alla fuga, sta sotto la croce.

In Maria, l’Immacolata, incontriamo l’essenza della Chiesa. Da lei impariamo a diventare “anime ecclesiali”, per potere anche noi, secondo la parola di San Paolo, presentarci “immacolati” al cospetto del Signore, così come Egli ci ha voluto fin dal principio (Col 1,21; Ef 1,4).

Preghiamo Maria Immacolata perché ci sostenga nel nostro cammino di fede a volte faticoso e costellato di piccole o grandi “croci”, chiediamole di aiutarci a camminare con passo spedito; lasciamoci guidare dalle parole a Lei rivolte da Giovanni Paolo II: Vergine Immacolata, eccomi ancora una volta ai tuoi piedi con animo commosso e riconoscente. In Te, “umile ed alta più che creatura”, la grazia divina ha riportato piena vittoria sul male. Preservata da ogni macchia di colpa, Tu sei per noi, pellegrini sulle strade del mondo, luminoso modello di coerenza evangelica e pegno validissimo di sicura speranza.

 

Tiziana B (Imsa)

 

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