GMG
L’APPELLO DI PAPA BENEDETTO XVI ALLE NUOVE GENERAZIONI

PROFETI DI UN’ERA NUOVA
NEL SEGNO DELLO SPIRITO


«Siate messaggeri del suo amore, per attrarre la gente verso il Padre e costruire un futuro di speranza».

Da: Famiglia Cristiana

«Cari giovani, il Signore vi sta chiedendo di essere profeti di una nuova era, messaggeri del suo amore, capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un futuro di speranza per l’umanità». È l’appello di Benedetto XVI ai giovani della 23ª Giornata mondiale della gioventù. Nella Messa conclusiva celebrata domenica 20 all’ippodromo di Randwick, alle porte di Sydney, il Papa ha conferito la Cresima a 24 ragazzi e ha pregato perché «il fuoco dell’amore di Dio possa scendere a riempire i cuori, per unirvi sempre più al Signore e alla sua Chiesa e inviarvi, come nuova generazione di apostoli, a portare il mondo a Cristo».

«In questi giorni», ha continuato Benedetto XVI, «sono venuto anch’io come successore di Pietro, in questa stupenda terra d’Australia. Sono venuto a confermare voi giovani nella vostra fede e ad aprire i vostri cuori al potere dello Spirito di Cristo e alla ricchezza dei suoi doni».

La «terra meridionale dello Spirito Santo», Benedetto XVI l’ha raggiunta dopo un viaggio "faticoso", ma vi ha trovato una Chiesa «tra le più giovani e le più cosmopolite». In una terra che «abbonda nei doni della natura, di una bellezza ricca e rara», come recita l’Inno nazionale citato dal Pontefice, il mandato è di «proteggere l’ambiente ed esercitare un’amministrazione responsabile dei beni della Terra», ma anche di continuare l’opera intrapresa da «quei pionieri che giunsero a questi lidi» per annunciare il Vangelo, come i beati Mary McKillop, determinata nella sua opera «di educare specialmente i poveri», e Peter To Rot, fermamente convinto che «la guida di una comunità deve sempre rifarsi al Vangelo».


La Messa finale celebrata all ippodromo di Randwick.

La pedofilia, una "vergogna"

Benedetto XVI non ha ignorato i fatti di cronaca che i media australiani avevano amplificato già alla vigilia del viaggio. Nell’aereo che lo portava a Sydney, il Papa aveva detto ai cronisti che la pedofilia «è incompatibile con il sacerdozio». E ha ripreso con energia il discorso davanti a clero e religiosi. Dedicando un nuovo altare nella cattedrale, Benedetto XVI ha invitato a camminare «ogni giorno nella luce di Cristo, a diventare altari viventi sui quali l’amore di Cristo viene reso presente». Poi la denuncia, riconoscendo «la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi in questa nazione. Le vittime (ne ha incontrate quattro lunedì 21 luglio, in forma riservata, ndr) devono ricevere compassione e cura e i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia».

Ma l’attenzione di Benedetto XVI è stata soprattutto per i giovani, giunti a Sydney da 170 nazioni: «Radunati davanti alla nostra Croce che ha tanto viaggiato e all’icona di Maria, sotto lo splendore celeste della costellazione della Croce del Sud, questa sera io prego per voi e per i giovani di ogni parte del mondo». Nel freddo intenso della sera, Benedetto XVI ha scaldato i cuori dei giovani giunti all’Ippodromo di Randwick per la veglia notturna prima della celebrazione eucaristica di domenica 20 luglio.


Il Papa dedica il nuovo altare della cattedrale di Sydney.

I sette doni dello Spirito

Il Papa è andato al tema centrale della Giornata: "Abbiamo udito la grande promessa di Cristo: avrete la forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni". Di qui l’invito: «Accogliete i sette doni dello Spirito Santo». Ai giovani che attendevano un mandato, Benedetto XVI ha chiesto: «Qual è la nostra risposta come testimoni cristiani a un mondo diviso e frammentato?». Per il Pontefice non c’è risposta efficace che possa prescindere dal dono dello Spirito, il cui ruolo è di «portare a compimento l’opera di Cristo». Per cui, «arricchiti dai doni dello Spirito voi avrete la forza di andare oltre le visioni parziali, la vuota utopia, la precarietà fugace, per offrire la coerenza e la certezza della testimonianza cristiana».

Il Papa ha accennato al ruolo dello Spirito anche davanti ai rappresentanti del Governo australiano: «È lo Spirito che dona la saggezza per discernere il cammino giusto e il coraggio per percorrerlo. Egli corona i nostri poveri sforzi con i suoi doni divini, come il vento, riempiendo le vele, spinge la nave in avanti, superando di molto ciò che i vogatori possano ottenere mediante il loro faticoso remare».

L’appello che il Papa ha lanciato ai giovani nel corso dell’adorazione eucaristica è per il rinnovamento: «La Chiesa deve crescere nell’unità, deve rafforzarsi nella santità, ringiovanirsi e costantemente rinnovarsi. Ma secondo quali criteri? Quelli dello Spirito Santo. Volgetevi a lui, cari giovani, e scoprirete il vero senso del rinnovamento».

 

E se il protagonista del rinnovamento è lo Spirito, egli non può che condurre a Cristo. Nel vuoto di valori e nel relativismo che minano la nostra società, Benedetto XVI è stato chiaro con i giovani che lo hanno accolto sul molo di Barangaroo, all’arrivo a Sydney: «Cristo offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita. Così la "via" che gli Apostoli recarono sino ai confini della terra è la vita in Cristo. È la vita della Chiesa».

«Anche qui», ha detto Benedetto XVI all’ippodromo di Randwick nella Messa conclusiva di domenica, «abbiamo avuto una vivida esperienza della presenza e della forza dello Spirito nella vita della Chiesa. Abbiamo visto la Chiesa per quello che veramente è: corpo di Cristo, vivente comunità d’amore, comprendente gente di ogni razza, nazione e lingua, di ogni tempo e luogo, nell’unità nata dalla nostra fede nel Signore risorto».

All’Angelus, infine, l’annuncio di una storia che non è una «fiaba in cui si conclude con il "vissero felici e contenti"», ma un impegno che continua nella vita quotidiana: da Sydney a Madrid, dove tra il 15 e il 21 agosto del 2011 si svolgerà il prossimo incontro internazionale legato a una Gmg.

Giusto Truglia



La croce delle Gmg.

 



ABORIGENI E SALVAGUARDIA DEL CREATO

Un’attenzione particolare è stata riservata dal Pontefice agli aborigeni in stretta connessione con la salvaguardia del creato, viste «le ferite e le cicatrici che segnano la superficie della Terra» non solo sotto l’aspetto naturale, ma anche sociale. «Sono profondamente commosso di trovarmi nella vostra terra», ha detto Benedetto XVI agli aborigeni che lo hanno accolto come amico e non come conquistatore sul molo di Barangaroo, «sapendo delle vostre sofferenze e delle ingiustizie che essa ha sopportato, ma cosciente anche del risanamento e della speranza ora in atto». Risanamento evidente nella «coraggiosa decisione» del Governo «di riconoscere le ingiustizie commesse nel passato nei confronti dei popoli indigeni».Che la Chiesa australiana sia attenta agli aborigeni lo dimostra la loro presenza nelle cerimonie ufficiali e nelle liturgie. Suggestiva la Via Crucis, venerdì sera nella Baia di Sydney, con un Cireneo interpretato da un aborigeno (nella foto sotto), simbolo della croce che ha pesato per secoli sulle spalle degli indigeni, a fronte di un Pilato che sovrastava Gesù dalla gradinata dell’Opera House, evidente segno dell’arroganza del potere di tutti i tempi.

G.T.


LA FAMIGLIA PAOLINA ALLA GMG

Il Vocation Expo: una fiera con 108 stand dove associazioni, congregazioni, comunità e ordini religiosi, presenti in Australia o provenienti da tutto il mondo, si sono presentati ai giovani della Gmg (più di 2 mila ogni ora). Si è parlato di sacerdozio, matrimonio, vita consacrata, celibato. Non solo informazioni, ma veri e propri incontri, a volte brevi, sempre intensi, per far comprendere che Dio chiama tutti a una vocazione.

Dalla postazione della Pauline Family, la Famiglia Paolina presente da più di mezzo secolo anche nel nuovissimo Continente, sono stati lanciati centinaia di messaggi multimediali preparati dai giovani visitatori. Sul sito www.pj-online.it notizie sulla Gmg appena conclusa e sulle iniziative di animazione proposte dai Paolini in agosto.

 

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