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è un libro apocrifo, molto autorevole per la
sua antichità, che si fa risalire ai primi
decenni del sec. II: il Protovangelo di Giacomo. Quando
l’Autore narra che Maria a tre anni fu presentata
al Tempio per esservi istruita, vuole dirci in realtà
che essa, fin dall’uso di ragione, si è
offerta come "tempio di Dio". Così,
la celebrazione del 21 Novembre – che porta il
solenne titolo di "Presentazione della Beata Vergine
Maria" e che ebbe inizio nel 543, in ricordo della
Dedicazione di ‘Santa Maria Nuova’ in Gerusalemme
–, in realtà è la festa della verginità
di Maria.
La verginità è un dono di Dio, quando
viene scelta per appartenere solo a Lui e per conservarsi
totalmente a sua disposizione. È un dono che
lo Spirito Santo ha fatto a Maria, come le aveva fatto
il dono del concepimento immacolato. Lo affermiamo perché
la storia d’Israele non ci presenta nulla di simile.
Non si conosceva neppure che la verginità consacrata
fosse uno stato di vita gradito a Dio; e tutte le grandi
donne d’Israele poste a modello e che, sotto certi
aspetti, prefigurano la Santa Vergine Maria [Sara, Debora,
Giuditta, Ester…] erano sposate o vedove. Israele
apprezzava solo la maternità, e la mancanza di
figli era considerata una vergogna, se non addirittura
una maledizione o un castigo di Dio.![Ludovico Mazzanti, La Presentazione della B. V. Maria al Tempio [sec. XVIII] – Museo del Santuario di Montevergine.](../../Immagini/mariatempio.jpg)
Maria deve essere stata orientata a rimanere vergine
per divina ispirazione, mancando spiegazioni umane per
tale scelta di vita, anche quando i genitori l’hanno
fidanzata a Giuseppe.
Paolo VI sottolinea un altro aspetto: con la scelta
della verginità, Maria non ha rinnegato nessun
valore umano; poiché seguire la via della verginità
non è mai uno sminuire il matrimonio o porre
un limite a quella santità a cui tutti sono chiamati;
ma è, semmai, un potenziamento delle capacità
di amare pienamente e di servire liberamente tutte le
creature, per amore di Dio.
Le tre stelle della Vergine nell’iconografia
ortodossa
Non c’è dubbio che la verginità
immacolata di Maria richiama anche a quella virtù
della purezza che il Decalogo di Dio ordina in due comandamenti
[il 6° e il 9°] e che San Paolo identifica addirittura
con la santità di vita, illustrandone i motivi
di fede, come mai nessuno prima di lui aveva fatto.
In effetti, nessun’altra religione insegna un
rispetto così grande per il corpo umano come
il Cristianesimo: siamo membra di Cristo, tempio dello
Spirito Santo, destinati alla risurrezione gloriosa.
"Credo in Gesù Cristo, ma non credo nella
castità dei preti", mi diceva un professionista;
e una sedicenne mi confidava: "Il mio ideale è
di diventare una porno-star". – "Padre,
preghi per mio figlio che convive con una donna sposata,
che ha vent’anni più di lui", si raccomandava
una mamma. E due genitori, persone molto perbene, si
chiedevano angosciati: "Come è possibile?
Nostra figlia, tutta casa e chiesa, ora convive con
un ragazzo drogato e non vuol saperne di tornare a casa"…
Sono ‘litanie’ di tutti i giorni, purtroppo;
e i giornali e la TV sembra che non parlino d’altro
che di violenze perpetrate contro le donne e contro
i bambini!
Che la Vergine presentata al Tempio, modello di purezza
di vita, di consacrazione a Dio e di servizio del prossimo,
aiuti a risanare la nostra società, tanto permissiva
da avere perduto ogni pudore, malata di sesso e per
ciò stesso scostumata. Le tre stelle [sulla fronte
e sulle spalle] che nell’iconografia ortodossa
raffigurano la triplice verginità di Maria [prima
del parto, nel parto e dopo il parto] tornino a risplendere
come segno di purezza e di santità di costumi
anche ai tempi nostri!
Gabriele Amorth |