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atana è un puro spirito. Siamo noi che per immaginarlo
gli diamo una
raffigurazione fisica; e lui, quando appare, assume
un aspetto sensibile. Per quanto brutto possiamo rappresentarlo,
è sempre immensamente più brutto; non
si tratta di bruttezza fisica, ma di perfidia e lontananza
da Dio, il sommo bene e il culmine di ogni bellezza.
Penso che la raffigurazione con corna, coda, ali da
pipistrello, voglia significare il degrado avvenuto
in questo essere spirituale che, creato buono e splendente,
è diventato orrido e perfido. Così noi,
conforme alla nostra mentalità, lo immaginiamo
un po' come un uomo che venga declassato al rango di
un animale (corna, artigli, coda, ali..). Ma si tratta
di nostra immaginazione. Come pure il demonio, quando
vuole rendersi visibilmente presente, assume un aspetto
sensibile, falso, ma tale da farsi vedere: può
essere un animale spaventoso, un uomo orribile e potrebbe
anche essere un elegante signore; varia secondo l'effetto
che intende provocare, di paura o di attrazione.
Quanto agli odori (zolfo, bruciato, sterco...), si tratta
di fenomeni che il demonio può provocare, come
può provocare fenomeni fisici sulla materia e
mali fisici nel corpo umano. Può anche agire
sulla nostra psiche, attraverso sogni, pensieri, fantasie;
e può trasmetterci i suoi sentimenti: odio, disperazione.
Sono tutti fenomeni che si verificano nelle persone
colpite da mali satanici e soprattutto nei casi di possessione.
Ma la vera perfidia e la vera bruttezza di questo essere
spirituale è superiore ad ogni immaginazione
umana e ad ogni possibilità di rappresentazione.
Il demonio può localizzarsi
in un uomo, in una sua parte, in un luogo? E può
coabitare con lo Spirito Santo?
Essendo puro spirito, il demonio non si localizza
in un posto o in una persona, anche se ne dà
l'impressione. In realtà non si tratta di localizzarsi,
ma di agire, di influire. Non è una presenza
come un essere che vada ad abitare in un altro essere;
o come l'anima nel corpo. È come una forza che
può agire nella mente, in tutto un corpo umano
o in una parte di esso. Per cui anche noi esorcisti
abbiamo talvolta l'impressione che il demonio (preferiamo
dire il male) stia, ad esempio, nello stomaco. Ma si
tratta solo di una forza spirituale che agisce nello
stomaco.
Così sarebbe errato pensare che nel corpo umano
ci possa abitare lo Spirito Santo e il demonio, come
se due rivali stessero nella stessa camera. Sono forze
spirituali che possono agire contemporaneamente e in
modo diverso in uno stesso soggetto. Poniamo ad esempio
il caso di un santo che abbia il tormento di una possessione
diabolica: senza dubbio il suo corpo è tempio
dello Spirito Santo, nel senso che la sua anima, il
suo spirito, aderiscono pienamente a Dio e seguono la
guida dello Spirito Santo. Se noi pensassimo a questa
unione come a un qualche cosa di fisico, anche le malattie
sarebbero incompatibili con la presenza dello Spirito
Santo; è invece una presenza, quella dello Spirito
Santo, che santifica l'anima e guida l'agire e il pensare.
Ecco perché la presenza dello Spirito Santo può
coesistere con le sofferenze provocate da una malattia
o da un'altra forza, come è quella del demonio.
Non potrebbe Dio bloccare l'azione
di Satana? Non potrebbe bloccare l'opera degli stregoni
e dei maghi?
Dio non lo fa perché, creando gli angeli e gli
uomini liberi, lascia che agiscano conforme alla loro
natura intelligente e libera. Poi, alla fine, tirerà
le somme e darà a ciascuno ciò che merita.
Credo che a questo proposito sia quanto mai chiara la
parabola del buon grano e della zizzania: alla richiesta
dei servi di estirpare la zizzania, il padrone rifiuta
e vuole che si aspetti il tempo della mietitura. Dio
non rinnega le sue creature, anche se si comportano
male; in caso contrario, se le bloccasse, il giudizio
sarebbe già fatto, prima ancora che la creatura
abbia la possibilità di esprimere se stessa integralmente.
Noi siamo esseri finiti; i nostri giorni terreni sono
contati, per cui ci dispiace questa pazienza di Dio:
vorremmo vedere subito il bene premiato e il male punito.
Dio aspetta, lasciando all'uomo il tempo di convertirsi
e servendosi anche del demonio perché l'uomo
possa dare prova di fedeltà al suo Signore.
Molti non credono nel demonio perché
sono guariti in seguito a cure psicologiche o psicoanalitiche.
È chiaro che in quei casi non si trattava di
mali malefici e tanto meno di possessioni malefiche.
Ma non sono necessari questi disturbi per credere nell'esistenza
del demonio. La parola di Dio è molto esplicita
in proposito; ed è chiaro il riscontro che rileviamo
nella vita umana, individuale e sociale.
Gli esorcisti interrogano il demonio
e ne ottengono risposte. Ma se il demonio è il
principe della menzogna, che cosa di utile si può
ottenere ad interrogarlo?
È vero che le risposte del demonio vanno poi
vagliate. Ma talvolta il Signore impone al demonio di
dire la verità, per dimostrare che Satana è
stato sconfitto da Cristo ed è anche costretto
a ubbidire ai seguaci di Cristo che agiscono nel suo
nome. Spesso il maligno afferma espressamente di essere
costretto a parlare, cosa che fa di tutto per evitare.
Ma, ad esempio, quando è costretto a rivelare
il suo nome, è per lui una grossa umiliazione,
un segno di sconfitta. Guai però se l'esorcista
si perdesse dietro a domande curiose (che il Rituale
espressamente vieta) o se si lasciasse guidare in una
discussione dal demonio! Proprio perché è
maestro di menzogna, Satana resta umiliato quando Dio
lo costringe a dire la verità.
Sappiamo che Satana odia Dio. Si può
dire che anche Dio odia Satana, per la sua perfidia?
Esiste dialogo tra Dio e Satana?
«Dio è amore», come lo definisce
s. Giovanni (1 Gv 4,8). In Dio ci può essere
disapprovazione per il comportamento, mai odio: «Tu
ami le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai
creato» (Sapienza 11, 23-24). L'odio è
un tormento, forse il più grande dei tormenti;
è inammissibile in Dio. Quanto al dialogo, possono
le creature interromperlo col Creatore, ma non viceversa.
Il libro di Giobbe, i colloqui tra Gesù e gli
indemoniati, le affermazioni dell'Apocalisse; ad esempio:
«Ora è stato precipitato l'accusatore dei
nostri fratelli, colui che li accusava davanti a Dio
giorno e notte» (12, 10), lasciano supporre che
non c'è chiusura da parte di Dio di fronte alle
sue creature, per quanto perverse.
La Madonna a Medjugorje parla spesso
di Satana. Si può dire che egli oggi sia più
forte che nel passato?
Credo di sì. Ci sono epoche storiche di maggior
corruzione che altre, anche se sempre troviamo il bene
e il male. Ad esempio, se studiamo la condizione dei
Romani ai tempi della decadenza dell'Impero, non c'è
dubbio che troviamo generalizzata una corruzione che
non c'era ai tempi della Repubblica. Cristo ha sconfitto
Satana e dove regna Cristo, Satana cede. Per questo
troviamo in certe aree del paganesimo uno scatenarsi
del demonio superiore a quanto riscontriamo presso i
popoli cristiani. Ho, ad esempio, studiato questo fenomeno
in certe zone dell'Africa. Oggi il demonio è
assai più forte nella vecchia Europa cattolica
(Italia, Francia, Spagna, Austria...) perché
in queste nazioni il calo della fede è pauroso
e intere masse si sono date in preda alla superstizione,
come abbiamo fatto notare a proposito delle cause dei
mali malefici.
Gabriele Amorth |