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nche a riguardo della Vergine Maria, in passato si
amava soprattutto vedere la sua grandezza ponendone
in rilievo i privilegi; oggi si preferisce sottolineare
piuttosto i servizi resi nel piano della Salvezza: sono
due aspetti non in contrasto, ma che si integrano, essendo
entrambi veri.
Per questo, in passato si amava rilevare, nell’Assunta,
il compimento della Redenzione, essendo Maria glorificata
in anima e corpo: ciò che in teologia si esprimeva
con la formula "interamente redenta".
Si rimetteva così in luce la conformità
di Maria al Figlio: era giusto che fosse associata alla
glorificazione di lui, essendo stata associata a tutta
l’opera della Redenzione, specialmente al Mistero
pasquale. Si insisteva sulla convenienza che venisse
glorificata quella carne da cui Gesù aveva tratto
la sua carne; e si aggiungeva: come, per i meriti di
Cristo, le è stata applicata preventivamente
l’esenzione dalla colpa originale, così
è giusto che le venga applicato preventivamente
il frutto della Risurrezione.
Sono tutti argomenti validi e sostenuti ancora oggi.
Ma si preferisce aggiungere altri motivi.![Andrea del Sarto, Assunzione della Vergine e Santi ["Assunta Panciatichi"] – Pitti, Galleria Palatina, Firenze.](../../Immagini/assunzione.jpg)
Il fatto dell’Assunzione
è un evento salvifico
Ogni privilegio è stato dato a Maria in vista
di uno scopo che supera la sfera personale; anche l’Assunzione
non esula da questo criterio. Per cui non è stata
concessa alla Santa Vergine solo per onorare la sua
persona, ma in vista di un evento salvifico. Maria ha
ricevuto da Gesù una nuova missione, che durerà
fino alla fine del mondo: la maternità su tutti
gli uomini, in ordine alla Salvezza. La sua missione
sulla terra non è finita, come è finita
per gli altri uomini, che potranno solo contribuire
con la preghiera nella Comunione dei Santi. Per Maria
non è così. Era dunque necessario che
si trovasse nella completezza della sua persona, fatta
di anima e di corpo, per adempiere a questa nuova missione
verso di noi.
Ora il corpo di Maria, come il corpo di Gesù,
non è più legato ai vincoli di spazio
e di tempo. Per cui la loro presenza, accanto a ciascuno
di noi, è incessante. Per offrirne un esempio,
ripenso alle varie apparizioni di Gesù risorto:
dava l’impressione di arrivare, di partire, anche
se le porte erano chiuse. Per cui i teologi si sforzavano
di capire le proprietà di un corpo risorto, tra
le quali la sottigliezza, ecc. La realtà è
un’altra: Gesù ha detto chiaramente che
resterà con noi sempre, fino alla fine dei tempi,
per cui è sempre presente. Quando vuole apparire,
rende visibile questa presenza; poi, finito lo scopo
dell’apparizione, la rende di nuovo non percepibile
dai sensi umani; ma questa presenza continua.
La stessa cosa avviene per Maria. In più, non
solo la sua presenza non ha più limiti di spazio
e di tempo, per cui sulla terra viveva solo in un posto
e con i condizionamenti temporali che abbiamo tutti
in questo mondo; perciò anche l’attività
poteva essere solo limitata dalle ore che passano e
non ritornano. Adesso non è più così:
la sua attenzione materna verso di noi non ha limiti
e – come si esprime il Vaticano II – è
un’opera che continua "fino a che [tutti
gli uomini] non siano condotti nella patria beata"
[cfr. LG 62].
In tal modo ci è facile comprendere meglio i
motivi e le conseguenze dell’Assunzione della
Vergine Maria: assunta in Cielo, è viva; è
vera nostra madre che sta sempre accanto a noi con una
presenza quanto mai attiva, anche se non la vediamo;
ma è una presenza costante e piena, perché
non è più legata ai limiti di spazio e
di tempo che aveva nella vita terrena.
Gabriele Amorth |