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Ai
piedi della Croce, Maria si associa con animo materno
al Sacrificio di Gesù, "amorevolmente consenziente
all'immolazione della Vittima da lei generata”.
Il
mese di Marzo ci porta alla Pasqua del Signore; ma prima
viviamo il mistero della Passione e Morte di Gesù,
attraverso la "Via Crucis ", fino
al Calvario.
Maria - nella sua "com-passio Matris"
è l'Addolorata che ci accompagna ai piedi della
Croce, prima che possiamo cantare "Regina Coeli,
laetare! " per la Risurrezione del Signore.
Noi vogliamo sostare sotto la Croce con l'Addolorata,
consegnataci da Gesù morente come madre: "Presso
la Croce di Gesù stavano sua madre,
la sorella di sua madre Maria di Cleofa e Maria
Maddalena. Gesù dunque, vista la madre
e, accanto a lei, il discepolo che amava, disse alla
madre: "Donna, ecco tuo figlio!".
Quindi disse al discepolo: "Ecco tua madre!".
E da quell'ora il discepolo l'accolse tra i suoi beni
[di credente"] (Gv 19. 25-27).
È l'ora di Gesù, l'ora
per cui si è incarnato. E Maria torna in primo
piano: per lei è la seconda Annunciazione, in
cui viene proclamata Madre di tutti gli uomini. Come
suo solito, Giovanni, non la chiama per nome, ma conforme
al suo ruolo. Qui il ruolo di Maria è ben scandito
da una parola che abbiamo sottolineato [in corsivo]
perché viene ripetuta cinque volte in tre soli
versetti: madre.
Da quell'ora la madre di Gesù è proclamata
anche nostra madre: "Donna, ecco tuo figlio!".
Per Gesù questo è il compimento della
sua azione messianica terrena: la morte seguirà
subito. Per Maria è l'inizio di una nuova maternità.
Maria, un bene
necessario alla salvezza
"Ecco tua madre!". A questo punto
il discepolo che Gesù amava compie un gesto di
grande significato, un gesto che indica comprensione
e accettazione del nuovo rapporto creato da Cristo.
Questa volta non c'era bisogno del consenso di Maria;
essa era già interamente votata a Gesù
e alla sua opera: il suo consenso era già stato
pronunciato pieno e definitivo, senza condizioni o limiti,
con il fìat detto all'Angelo Gabriele.
A
questo punto era il credente in Cristo, il discepolo
amato, che doveva esprimere l'accettazione: "Da
quell'ora il discepolo l'accolse tra i suoi beni".
Abbiamo aggiunto: tra i suoi beni di credente,
perché Giovanni rappresenta i discepoli che hanno
creduto in Gesù e hanno ricevuto i beni necessari
alla salvezza: la fede, l'Eucaristia, lo Spirito Santo,
Maria. Giovanni comprende che Maria è un bene
necessario alla salvezza, e l'accoglie come tale.
"Si può essere cristiani se non si è
mariani?" - si chiederà Paolo VI al
Santuario di Bonaria, il 24 Aprile 1970. Dio ha voluto
darci Gesù per mezzo di Maria: non si può
mai prescindere da questa scelta operata dal Padre.
Se non comprendiamo il ruolo di Maria verso Gesù,
non capiremo mai il ruolo di Maria verso ciascuno di
noi. Insistererno ancora su questo accoglimento, che
sta alla base della consacrazione a Maria e della maternità
di Maria sulla Chiesa.
Ci preme soffermarci anche su un argomento che, a nostro
avviso, ha grande importanza, e su cui in genere si
sorvola: i sentimenti di Maria in quel momento.
È evidente il suo immenso dolore. La Liturgia
applica alla Vergine il passo delle Lamentazioni: "O
voi tutti che passate per via, fermatevi e vedete se
c'è un dolore simile al mio dolore"
(Lam 1, 12); quasi a dirci che non c'è mai stato
un dolore come quello.
I poeti ci hanno tramandato lo Stabat Mater,
i vari "lamenti" di Maria sul figlio morto,
il Pianto di Jacopone da Todi; pittori e scultori
hanno riprodotto la Pietà e I' "Addolorata",
davanti alle quali il popolo prega con fervore. Tutto
questo è molto vero; ma ci sono altri sentimenti
su cui è importante riflettere, perché
ci danno la misura della fede eroica di Maria. I1 Concilio
Vaticano II ci dice - quasi riassumendoli tutti - che
essa si associava con animo materno al sacrificio di
Gesù, "amorevolmente consenziente all'immolazione
della Vittima da lei generata" (LG 58). 58).
Amorevolmente consenziente: è la parola
più forte e più nuova del mirabile capitolo
mariano della "Lumen gentium". Perché
è nel mistero della Redenzione accettato con
fede eroica che la Vergine Madre riconosce la ragione
stessa della sua maternità divina e della conseguente
maternità universale donatale da Gesù
morente sulla Croce.
Gabriele Amorth
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