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26 novembre festa del beato Giacomo Alberione

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Data della prima pubblicazione di questa pagina sul Web:
28 Ottobre 2007

Data ultima modifica:
2007-11-24 15:13


 
 
 
 G.Mauro Ferrero ssp

Solerzia e coraggio
cfr.: Gesù Maestro
Link: Alberione
 Pensieri

Non vi è vera preghiera se è discorde la mano.
Orazione, quindi, e lavoro. Azione che procede dall’orazione.
S

olerzia e coraggio

Non vi è vera preghiera se è discorde la mano.
Orazione, quindi, e lavoro. Azione che procede dall’orazione.

Il seme per portare frutti: in primo luogo deve essere buono, vivo e vitale:Gesù Maestro poi che sia messo giù nel terreno, a profondità conveniente, onde le radici abbiano alimento: sopra vi si metta buon terreno e stabbio ed acqua. Così nascerà, crescerà, darà foglie, fiori, frutti.
Il significato è chiaro; che siamo vivi e vitali per la santità; che vi sia profonda umiltà; che se dicerie, calunnie, sofferenze, anche da parte dei più fidati sopraggiungono, si aspetti l'azione di Dio in preghiera e dedizione generosa. Che niente ci fermi... e si attenda! finché il Signore faccia suonare l'ora.
Il premio nella vita futura: Paradiso! che è bello ed è eterno (CISP 1040).

Equilibrio ed armonia

Oggi la Chiesa fa memoria del beato (Giuseppe) Timoteo Giaccardo: primo sacerdote e primo beato della Famiglia Paolina.
Timoteo Giaccardo corrispose largamente alla provvidenza circa l'apostolato; sarebbe molto edificante leggere gli articoli che egli compose per la Gazzetta di Alba di cui per qualche tempo fu direttore, le sue osservazioni acutissime, in quel tempo in cui le cose non erano ancora chiarite su alcuni punti. Egli seppe tenere la via giusta, senza depressione e senza eccessivi entusiasmi, equilibrato.
Corrispose alla provvidenza circa le cose materiali. Attenzione scrupolosa, quasi, per tenere da conto dei ritagli di tempo e delle minime cose che dovevano servire l'Istituto e all'apostolato.
Voi sapete quanto egli amava i suoi fratelli, quanto amava santamente le suore: e noi pensiamo che il suo desiderio dall'eternità sia quello della santificazione di ognuno (Pr 24-1-1953).

Le missioni

La giornata missionaria è dedicata a questo: il Vangelo raggiunga ogni nazione, ogni individuo, ogni famiglia e che ispiri le leggi, la scuola, le edizioni. Divenga quindi la regola di ogni uomo e della intera umanità.
Quanti passi ci sono ancora da fare! Uniamoci alle intenzioni che ha la Chiesa nel far celebrare la giornata missionaria.
Oggi giornata missionaria, preghiamo perché il Signore accenda sempre più il lume della fede: che tutti conoscano Gesù Maestro, Via, Verità e Vita, e che la Madonna Lo mostri a tutte le nazioni come Lo mostrò ai pastori, ai magi e tutti Lo conoscano e Lo amino (Pr 19-10­1952).

Serenità operosa

Nella Scrittura si dice: Non nell'agitazione viene il Signore, ma è un soffio leggero, una carezza di Spirito Santo (Cf 1Re 19,11).
Allora la serenità dell'anima, l'abituale unione con Dio, l'interessarci veramente di quello che è nostro impegno e dovere, e non interessarci di quello a cui possiamo far niente.
Che cosa possono certe notizie e giudizi e guardare che avviene a destra e a sinistra quando non interessa, quando non abbiamo alcun dovere da fare? Se vogliamo, e ci interessiamo degli altri: pregare per loro.
Ma l'abituale raccoglimento, il quale raccoglimento non è da confondere con la taciturnità che procede, alle volte, da passioni, da scontentezza interiore, da dispetto, da carattere che non è ancora regolato, che ha bisogno di venir regolato.
È invece il fare bene le cose della giornata, rac­colti a farle bene: dal primo svegliarci al mattino fino all'ultimo pensiero alla sera (APD 1963,174).

Si affoghi il male in un mare di bene

L'ideale cristiano è positivo, non negativo. Si affoghi il male in un mare di bene.
La disciplina mentale raccoglierà queste due forze per farle entrare nell'unità, in giusto ed
illuminato equilibrio. Ciò è solo possibile nella pienezza del cristianesimo; e, meglio ancora, della vita religiosa.
Mente, cuore e volontà uniti, con radici affondate nel passato, con la immaginativa che rende íl futuro paradiso più reale che la nostra stessa esistenza. L'azione della volontà sarà vigorosa, l'anima si affretterà verso il premio dell'alta vocazione in Cristo Gesù.
L'uomo è ciò che pensa (CISP 1167).

Sciupio della mente

Sciupio della mente in letture inutili, sciupio della mente nelle indecisioni, sciupio della mente in conversazioni inutili, sciupio della mente in giochi e vacanze prolun­gate oltre misura, in spettacoli cinematografici e televisivi e audizioni radio,
sciupio della mente nel pensare o giudicare altri senza averne la responsabilità,
sciupio della mente in fantasticherie, sciupio della mente in progetti irrealizzabili, sciupio della mente in timori, preoccupazioni affannose del futuro, scrupoli,
sciupio della mente nel crearsi una larga corri­spondenza, senza vera utilità,
sciupio della mente nell'operare disordinatamente, precipitosamente, malamente.
Ogni sforzo, dunque, sia qui: riempire la men te di buoni pensieri; ogni attenzione, sempre e  dovunque: di modo che non rimanga né spazio, né tempo per i cattivi (CISP 1171).

Aggirare i difetti

Non soltanto guardiamo di fare il bene, ma guardiamo di farlo con amore intenso; e crescere questo capitale di grazia.
Con ogni azione si cresce, con una azione buona fatta per il Signore. E domani con le stesse opere che hai fatto oggi, moltiplicando, hai molto di più; e l'opera stessa diviene di maggior merito, perché c'è il moltiplicatore.
I tesori di grazia si possono accumulare!
« Ho sempre i medesimi difetti io, non vado avanti ». Cresci nell'amor di Dio, lascia stare il difetto, lavora per l'amor di Dio e allora passi avanti senza che tu vinca quel difetto che ti sembra insormontabile e tutto si cambia in amore, e poi la vittoria viene da sé.
Santa Teresa d'Avila diceva, appunto, che si era infastidita per qualche cosa e che non riusciva mai a vincere. Ma non prendere le cose di mira, cresci nella fede, fa' il tuo proposito sulla fede. Bisogna prendere la strada giusta per vincere, per superare (APD 1962,138-139).

Siamo familiari di Dio

È una grande grazia questo desiderio che avere di far sacrifici per Gesù. Agire come quella persona che voleva fare tanti piaceri a Gesù, tutti quelli che le domandava, pur di compia­cerlo.
Farsi amanti.
Questo amore poi è caratterizzato dalle virtù che lo accompagnano. È amore che porta al sacrificio. Piccoli sacrifici, ma continui, adatti per le vostre forze; osservanza degli orari, saper tacere quando è tempo, saper parlare quando è tempo, sapere occupare il tempo, saper unirsi bene a Gesù nel corso della giornata.
Se si ama una persona, la si ricorda; se si ama Gesù ci si ricorda di Lui durante la giornata, e qualche piccola parola gliela si dice.
Scambiare qualche parola con l'amato, con quell'amore che Gesù desidera da noi. «Il mio diletto, il mio Gesù, è unito a me e io lo amo » (Cf Ct 2,16) (MS 320).

Gesù Cristo divino Maestro

Sono certo della vocazione; ma non corrisposi come dovevo: non ebbi il tuo cuore, o Gesù, sempre.
Maestro divino, dovrei essere Te.
Maestro divino, tutto il bene è tuo. Maestro divino, sono servo inutile. Maestro divino, a Te solo l'onore. Maestro divino, a me tutto il disprezzo. Maestro divino, dammi spazio di penitenza. Maestro divino, moltiplica il disprezzo su di me. Maestro divino, associami alla tua passione. Maestro divino, che soffra quanto basta per i peccati miei.
Maestro divino, che soffra quanto occorre per i peccati commessi per causa mia (PA 23).

Psicologia dell'altezza

Avanti con fede, generosità, tutti i giorni! Non è che sempre il cammino sia facile, non c'è sempre la strada asfaltata, tanto meno la strada che discende. Le strade che discendono sono pericolose. Strade che salgono, vie che salgono alle vette!
E per andare alle vette bisogna camminare e faticare, e se anche qualche momento si facesse qualche caduta, rialzarsi, e Gesù è ancora lì.
Il salmo dice: Se tu ami il Signore, anche quando stai per cadere, il Signore mette la mano sotto perché non ti faccia male (Cf Sal 90,12).
E graziosa l'immagine del salmo! Il Signore mette la sua mano sotto perché non ti faccia male. E sì, quando poi si cammina a braccetto a Gesù, uno non cade affatto (APD 1960,80).

Tieni sempre presente la tua missione

Tieni sempre presente la tua missione, come la stella del tuo cammino, ideale della vita, ragione della tua esistenza, oggetto del rendiconto nel giudizio particolare.
Vivi per essa, pensa, lavora.
Concentra tutte le tue forze nella tua riuscita. Non disperdere altrove intelligenza, tempo, denaro, ingegno, cuore. Non lasciarti abbattere da ostacoli, sacrifici, incomprensioni.
Nel richiamo della decisione che un giorno hai presa dopo la preghiera, riflessione, consiglio, ritroverai te stesso, ritroverai coraggio e forza a perseverare (CISP 1094).

 

 G.Mauro Ferrero ssp