a relazione filiale con Dio è la radice e il fondamento
essenziale di ogni preghiera. Ogni volta che i Vangeli
riportano le preghiere di Gesù, queste cominciano
con l'appellativo Padre.
È la risposta esplicita e comunicativa del figlio
che va a Dio Padre: "Abbà!" (= Papà!).
"Voi - scrive san Paolo - non avete ricevuto uno
spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete
ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale
gridiamo: 'Abbà, Padre!'.
Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo
figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi
di Dio, coeredi di Cristo" (Romani
8,15:17).
La preghiera filiale è l'atteggiamento d'amore.
È affidamento totale all'amore del Padre che ci
ha scelti per il dono della vita.
La relazione tra padre e figlio è crescita di obbedienza,
di ammirazione, di imitazione, di ideale. Don Alberione
ha questa aspirazione: "Devo, essendo figlio, rassomigliare
al Padre, per piacergli" (PA
1). Dal libro:Paolo Apostolo
La preghiera filiale è arrendersi all'amore del
Figlio che ha dato la sua vita per là nostra salvezza.
L'amore a Cristo è formativo ed è l'inizio
di tutto il nostro cammino di vita spirituale. "Il
grande nostro bisogno: far vivere Cristo, riprodurre il
Cristo in noi" (PA 3).
La preghiera a Gesù Maestro e Pastore è
un processo di conoscenza e di immedesimazione: "Questa
è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero
Dio e colui che hai mandato, Gesù Cristo"
(Giovanni
17:3).
La preghiera filiale accoglie l'abitazione dello Spirito
Santo in noi e tramite il suo dono condividiamo la figliolanza
e la preghiera di Gesù. Essa diviene la prima
dimostrazione che viviamo la coscienza di figli e compendia
la nostra relazione divina nel grido Abbà.
"Coloro che sono guidati dallo Spirito di Dio,
costoro sono figli di Dio" (Romani
8:14).
Don Alberione, con fiducia umile e filiale, prega:
"Bontà infinita e come in ostinata gara
rispetto alla mia ostinata malizia ed alle quotidiane
incessanti incorrispondenze e sordità, tu mi
hai vinto! Come vincesti Saulo.
Mi arrendo... Tutto, solo, sempre te ed in te e per
te. Perdonami, o Maestro... - Non tacere. Sento che
mi hai condotto in questa solitudine per parlarmi...
Illuminami " (PA 4).
La filiazione divina definisce la nostra essenza e identità
soprannaturale. È la condizione permanente del
nostro essere, perché siamo figli di Dio in ogni
circostanza e situazione. Comunica la fiducia, la serenità,
la certezza al nostro vivere e agire.
La preghiera filiale ci permette di prendere coscienza
del bisogno di una nuova ricostruzione della nostra
vita in Cristo, della conversione continua, che sarà
tanto più vera quanto più diventerà
relazione filiale. E un totale perdersi in Dio per un
totale ritrovarsi.
“Vi è tutto da ricostruire;
poiché non ho virtù, non ho lo zelo di
Dio e delle anime.
Ricostruisci in me te stesso. Ti voglio lasciar libero
di far quello che vuoi. Lavorami.
Confido in te, sacro cuore del Maestro. Confido in te,
sacro cuore della Madre” (PA 4).
G.M.Ferrero ssp |