1 maggio
esta del lavoro
Gesù, divino operaio e amico degli operai, volgi
il tuo sguardo benigno sul mondo del lavoro.
Ti presentiamo i bisogni di quanti compiono un lavoro
intellettuale, morale o materiale. Vedi in quali fatiche,
in quali sofferenze e tra quali insidie viviamo i nostri
duri giorni.
Vedi le sofferenze fisiche e morali; ripeti il grido del
tuo cuore: « Ho pietà di questo popolo ».
E confortaci, per i meriti e l'intercessione di san Giuseppe,
modello degli operai e artigiani. Dacci la sapienza, la
virtù, l'amore che ti sostenne nelle tue laboriose
giornate.
Ispira pensieri di fede, di pace, di moderazione, di risparmio,
perché si cerchino sempre, insieme al pane quotidiano,
i beni spirituali e il paradiso (Preg).
2 maggio
Maggio dedicato a Maria
Il mese di maggio ci ispira sempre una grande confidenza,
una grande speranza nelle grazie della nostra Madre
celeste.
È come una visita prolungata che Ella fa alle
famiglie, come la visita che Ella ha fatto alla casa
di santa Elisabetta portando ogni sorta di beni ineffabili,
perché Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo
e san Giovanni Battista fu santificato e Zaccaria riacquistò
la parola che aveva perduto.
Una visita della Madre celeste alla famiglia. Certamente
noi la riceviamo con grande amore, la salutiamo: «
Salve, Regina »; ci rallegriamo delle sue grandezze
come l'angelo: « Ti saluto, o piena di grazia,
il Signore è con te, benedetta fra le donne »
(APD 1957, 234).
3 maggio
Purifica il tuo amore
Oggi celebriamo la festa di san Filippo e Giacomo. Filippo
faceva delle domande ingenue al Salvatore, si vedeva
che aveva capito piuttosto poco dalle predicazioni,
tanto che Gesù lo rimproverò: «
Da tanto tempo sono con voi e non mi avete ancor conosciuto?
» (Giovanni
14:9).
Alle volte si arriva a non conoscere Gesù, pur
standogli vicino e si muore senza averlo conosciuto.
Se non c'è umiltà, la luce di Dio non
entra. Il nostro essere ha quasi da scomparire, cioè
hanno da scomparire i nostri pensieri, perché
prendiamo i suoi. Vive nella mente.
Hanno da scomparire i nostri desideri, i nostri sentimenti,
perché Gesù vuol mettere i suoi sentimenti,
il suo cuore in noi.
Hanno da scomparire tutte le nostre volontà,
tutti i nostri capricci, tutte le azioni che sono troppo
umane, perché Gesù vuole mettere la sua
volontà in noi.
E in queste tre cose sta il vero amore di Dio (APD 1956,270-271).
4 maggio
Maria, maestra degli Apostoli
Maria divenne la umilissima e ardente Maestra del messaggio
evangelico, che avrebbe voluto diffondere in tutto il
mondo e partecipare agli uomini per renderli felici
e salvi.
Quando Gesù disse a Giovanni, prima di morire:
« Ecco tua Madre », lo disse perché
da quel momento doveva avere inizio un compito nuovo
e importantissimo per Maria, quello cioè di diventare
Madre spirituale di tutti gli uomini.
Ella radunò (gli Apostoli) nel Cenacolo e li
preparò a ricevere lo Spirito Santo. Non solo,
ma per tutto quel periodo di aspettativa, fu loro Maestra,
perché li istruiva specialmente su un mistero
che ancora non conoscevano, e cioè sul mistero
dell'Incarnazione, e su tanti altri particolari della
vita privata di Gesù che conosceva solo Lei.
Madre significa educatrice, maestra, oltre gli altri
significati che ha (CISP 1344).
5 maggio
Maria, madre della Chiesa
Maria fu la sola ad aver specialissima convivenza e
conoscenza di Gesù: e perciò nessuno sarà
più potente ad unire gli uomini a Gesù
Cristo, mediante la conoscenza di Lui.
La vita eterna è questa: che si conosca Dio ed
il suo Figlio incarnato.
Maria è nostra madre spirituale, ma veramente,
realmente, fattivamente. Gesù Cristo fatto uomo
è il Salvatore: « Egli salverà il
popolo dai peccati».
Cristo ebbe un corpo fisico ed un corpo mistico, cioè
la società dei redenti da Lui; Maria divenne
insieme madre del capo e delle membra: madre della Chiesa.
Ed alla Chiesa ed agli uomini provvede secondo il suo
cuore; modellato sul cuore misericordioso di Gesù
(CISP 580).
6 maggio
Maria, l'apostola di Gesù
Maria dà sempre Gesù, come un ramo che
sempre lo porta e l'offre agli uomini: passibile, gloríoso,
eucaristico; via, verità, vita degli uomini.
È l'apostola di Gesù; non di parole soltanto,
ma di mente, di volontà, di cuore.
Parole: le necessarie ed essenziali: Fiat. Opere: sempre
e perfettamente. Volontà: tutta, come viveva
di carità. Intelligenza: consapevole dell'Annunciazione
di qual Figlio diveniva Madre.
Più che inchiostro: scrisse Gesù, cioè
Lo formò da se stessa, per virtù dello
Spirito Santo, col suo sangue.
Dando Gesù: ci diede in Lui il santo Vangelo.
Dando Gesù: presentò in Lui ogni perfezione.
Dando Gesù: ci diede la Redenzione, l'Eucaristia,
la Vita: « Salve Regina, Madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra... ». Maria è
dunque l'Apostola, la Regina degli Apostoli, la esemplare
di ogni apostolato, la ispíratrice di tutte le
virtù apostoliche.
Canti a Lei il cielo! canti la terra! e per Lei e con
Lei e in Lei ogni lode salga alla SS. Trinità
(CISP 38).
7 maggio
Maria è la via
a Cristo
Gesù Cristo è Uomo, ma è anche
Dio; e per la umana nostra debolezza troveremo una certa
difficoltà a formarci su di Lui. Al fine di renderci
più agevole la conformazione a Gesù Cristo,
il Signore ha voluto soccorrere la nostra fragilità
nel suo amore infinito: segnarci una via semplice, facile,
Maria, che è creatura amabilissima e santissima.
Maria via a Gesù Cristo; Gesù Cristo via
al Padre celeste.
È Maria che dà Gesù e forma Gesù
in noi. È lo stile di Dio, che una volta scelto
non viene mutato; così come un abile architetto,
costruendo il tempio di Dio, segue il suo stile financo
nelle parti accidentali, come nelle tovaglie dell'altare,
nelle ampolline, nel leggìo.
Gesù Cristo ha fatto così; ogni suo fatto
è direttivo, anzi legge. Egli è Via a
noi anche in questo primo passo dell'Incarnazione; la
strada segnalataci è da seguirsi.
Venne Maestro attraverso Maria Maestra (CISP 1332).
8 maggio
Gesù buon Pastore
Dalla liturgia si comprende bene come Gesù amava
il titolo di buon Pastore; come ha insistíto
su questa parola, su questo titolo suo proprio: buon
Pastore.
« Io sono il buon Pastore » (Giovanni
10), e lo ripete e vuole che come buon Pastore si
faccia un solo ovile sotto un unico pastore.
Il Signore Gesù incarnandosi, nascendo nel presepio,
come primi suoi adoratori, dopo la Vergine e San Giuseppe,
volle chiamare i pastori e chiamarli in modo straordinario
per mezzo dell'angelo.
E quando Gesù cessò di mostrarsi agli
apostoli, diede il potere universale a Pietro e cioè
di guidare i vescovi e di guidare i fedeli: «
Pasci le mie pecorelle » (Giovanni
21:17), « Pasci i miei agnelli » (Giovanni
21:15).
E cioè, Egli insiste su questo pensiero: che
tutta la Chiesa è come un ovile, un gregge. Un
gregge in cui vi è il Pastore eterno che guida
(AAP 1961, 119-121). (Continua)
G.M.Ferrero ssp |