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26 maggio
apostolato della parola
spicciola
Nel Vangelo si leggono tante volte espressioni casuali
di Gesù, come suggerite dalle circostanze; però
per Lui niente era casuale.
Noi possiamo dire tante buone parole senza prendere
l'atteggiamento di predicatori e atteggiamenti di maestri:
una parola perché sopportino le pene della vita
ricordando il paradiso, una parola che riguardi quel
fanciullo, quella giovane, orientandoli nelle compagnie.
Quando il cuore è pieno di Dio, vengono sulle
labbra spontaneamente tante belle espressioni, e questo
si chiama apostolato della parola spicciola (MS 338)
27 maggio
Impegno per le vocazioni
Il problema vocazionario, fra le opere di zelo, deve
essere in primo piano. Gesù cominciò il
ministero pubblico col predicare; lo cominciò
col farsi i discepoli. Li cercò lungo il lago,
li invitò: vennero Giacomo, Giovanni, Andrea,
Pietro, Filippo, ecc.
Se veramente amiamo il prossimo come noi stessi, vorremo
per tanti altri il bene grande che noi stessi possediamo:
la vocazione.
Se siamo contenti della grazia ricevuta, vogliamo che
ne partecipino altri.
Se noi abbiamo la mente tesa verso la santità,
desideriamo che altri pure vivano di questo ideale (UPS
1, 85).
28 maggio
L'apostolato della carità
nella verità
Apostolato significa missione degli apostoli. Chiunque
semina una delle tre cose: santità, verità,
grazia, ossia via, verità e vita, esercita l'apostolato.
Chi poi semina tutte queste cose assieme, esercita l'apostolato
completo.
Gesù fu il primo apostolo del Padre, che portò
tutto agli uomini. Egli è l'apostolo per eccellenza,
avendo detto: « Io sono la Via, la Verità
e la Vita » (Giovanni
14:6).
L'apostolato completo si può concretare in qualche
punto particolare, e così si può avere
l'apostolato della carità, della scuola, delle
missioni e l'apostolato stampa.
L'apostolato è l'amore per gli uomini, che si
dimostra con le opere (ER I,1935).
29 maggio
L'ascensione di Gesù
al cielo
Quaranta giorni dopo la risurrezione, Gesù ascende
al cielo; lascia agli Apostoli il mandato di continuare
ed estendere la sua missione a tutti gli uomini.
Bisognava che Gesù Cristo prendesse possesso
del regno dei cieli, che si era acquistato con i suoi
patimenti. Poiché dopo la presente vita, piena
di duri doveri, avremo l'eterno godimento.
Nel giorno dell'ascensione, Gesù comincia il
suo sacerdozio celeste ed eterno. Alla destra del Padre,
mostra le sue piaghe: è il Pontefice eterno:
« Abbiamo un Pontefice » (Ebrei
8:1).
Gesù Cristo è il nostro perpetuo intercessore
presso il Padre e manda lo Spirito Santo con i suoi
doni.
Ha preparato il posto per noi: « poiché
ci vuole partecipi della sua divinità ».
Non bastano la passione e la risurrezione. L'opera della
redenzione si compie e diviene perfetta ed in atto,
quando risorgeremo ed ascenderemo con Gesù Cristo
nostro Maestro al cielo. Questo per virtù dell'ascensione
di Gesù Cristo stesso (BM II,317).
30 maggio
Maria Regina degli Apostoli
Nella festa della beata vergine Maria Regina degli
Apostoli (sabato dopo l'ascensione del Signore) - preghiamo:
« O Dio, che ai tuoi Apostoli, riuniti nel cenacolo
con Maria madre di Gesù, hai donato lo Spirito
Santo, concedi anche a noi, per intercessione della
Vergine, di consacrarci pienamente al tuo servizio e
annunziare con la parola e con l'esempio le grandi opere
del tuo amore ».
Gesù « elesse dodici che chiamò
apostoli », la Vergine santissima sempre si trovava
riunita con essi; abitava sempre con essi; e godeva
di essere presentata all'assemblea del Signore.
Discorreva con gli Apostoli degli atti umani di Cristo,
che conosceva più intimamente e più esattamente,
e ne parlava con più precisione, affinché
anch'essi venissero a conoscere, ed imparassero come
dovevano credere a tanta profondità di misteri,
e più chiaramente potessero narrarlo agli altri,
e se fosse opportuno, potessero senza alcuna ambiguità
tramandarlo al mondo per iscritto (sant'Ildefonso) (SM
707).
31 maggio
Maria visita la cugina
Elisabetta
Nell'annunciazione, l'Angelo aveva detto a Maria santissima
che santa Elisabetta, sua parente, sarebbe divenuta
presto madre di san Giovanni Battista.
Maria si pose frettolosamente in viaggio per visitare
Elisabetta. Entrando in quella casa, il Battista fu
santificato; Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo
ed esclamò: « Benedetta tu fra le donne,
e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che
la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la
voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi,
il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata
colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del
Signore » (Luca
1,42:45).
Bella opera compì la Vergine verso la parente:
andò in fretta, portò tante benedizioni
in quella casa, vi si fermò per prestarvi umili
e affettuosi servizi. Là sciolse il canto dell'umiltà
e della riconoscenza: il Magnificat (BM 1,190).
G.Mauro Ferrero ssp |