9 maggio
apostolato e l'apostolo
L'apostolato è il fiore di una vera carità
verso Dio e verso le anime; è frutto di vita
intensa, interiore.
Suppone un cuore acceso, che non può contenere
e comprimere l'interno fuoco: perciò si espande
ed esplica in tutte le forme che sono conformi alla
Chiesa (CISP 800).
Apostolo è colui che porta Dio nella sua anima
e Lo irradia attorno a sé.
Apostolo è un santo che accumula tesori; e ne
comunica l'eccedenza agli uomini.
L'apostolo ha un cuore acceso di amore a Dio ed agli
uomini; e non può comprimere e soffocare quanto
sente e pensa.
L'apostolo è un vaso di elezione che riversa,
e le anime accorrono a dissetarsi.
L'apostolo è un tempio della SS. Trinità,
che in lui è sommamente operante. Egli, al dire
di uno scrittore, trasuda Dio da tutti i pori: con le
parole, le opere, le preghiere, i gesti, gli atteggiamenti;
in pubblico ed in privato; da tutto il suo essere. Vivere
di Dio! E dare Dio (CISP 582).
10 maggio
Tutta la persona proclami
il Signore
Che io veda con i tuoi occhi.
Che io parli con la tua lingua.
Che io da solo con le tue orecchie.
Che io assapori quello che tu gusti.
Che le mie mani siano le tue.
Che i miei piedi stiano sui tuoi passi.
Che io preghi con le tue preghiere.
Che io tratti con il tuo tratto.
Che io celebri come Tu Ti immolasti.
Che io sia Te e Tu sii in me, tanto che io scompaia.
Degnati servirti di questa lingua per cantare a Dio
per tutti i secoli; di questo cuore per amarLo; di questo
peccatore, il più disgraziato, per esaltare «
io sono il buon Pastore, io voglio misericordia »
(Che io ami con il tuo cuore, 37).
11 maggio
Maturità apostolica
È facile dire un bel sì generoso negli
anni della prima giovinezza, quando non ci sono ancorastate
delle prove; quando la vita è stata accompagnata
da un complesso di cose favorevoli, e le difficoltà
incontrate sono state superate con facilità.
Ma ad un certo momento ci siamo accorti di essere ínsufficienti.
Credevamo di poter fare, convincere, costruire, e abbiamo
riscontrato la nostra incapacità. Credevamo di
incontrare la fiducia, che tutto fosse semplice, e ci
siamoinvece incontrati con persone molto complicate.
E allora ecco un senso di stanchezza. È il Signore
che purifica fino al 99%.Toglie la presunzione, quel
senso di fiducia che riponete in voi, invece che nel
Signore. Toglie quel concetto che il bene si possa compiere
con tanta facilità, mentre voi dovete costatare
che il bene si compie con sacrificio, con tante lacrime
e qualche volta con spargimento di sangue. Il Signore
lascia soltanto l' l % di voi, ma con esso compirete
cose meravigliose...
Se volete portare frutto, ricordatevi che il Padre celeste
vi poterà. Il tralcio che non porta frutto viene
tagliato, il fruttifero viene potato: è Vangelo
(Es. Sp FSP, 1966, 77).
12 maggio
Apostolato ed Eucaristia
Come si può amare Gesù e non desiderare
che la sua Parola giunga a tutto il mondo?
E come si possono sostenere le fatiche dell'apostolato,
senza la forza dell'Eucaristia, che è il nostro
nutrimento spirituale? Voi avreste motivo di lamentarvi
se non fossero uniti Apostolato ed Eucaristia: sarebbe
come se vi mandassero al lavoro malati e infermi.
Le persone, prima di raffreddarsi nell'apostolato, si
raffreddano nella devozione all'Eucaristia e,quando
si sbaglia nell'apostolato, è sempre perché
non è molto viva la devozione all'Eucaristia.
Dall'Eucaristia la prudenza, la semplicità, lo
zelo, l'amore alla Chiesa, la gloria di Dio e la pacedegli
uomini (HM I, 80).
13 maggio
Dalla contemplazione
alla evangelizzazione
È chiaro che santificazione e apostolato sono
uniti nella stessa persona e nella stessa vita.San Tommaso
ha un bell'articolo per spiegare questo. Però
notiamo bene: l'apostolato, l'attività acquista
grande merito, se nasce dalla contemplazione, cioè
dalla preghiera, dall'amore di Dio e dall'amore del
prossimo.
Il cuore pieno di Dio, di amore al Signore, è
una vasca che travasa il contenuto sul terreno circostante.
Voi date Gesù Cristo alle anime che vi circondano,
perché il vostro cuore è pieno; volete
salvarvi e volete salvare; volete dar gloria e volete
che tutti diano gloria a Dio (SdC, FSP).
14 maggio
Gli apostoli sono gli
inviati di Dio
Gli apostoli sono messi, cioè inviati: Gesù
Cristo fu l'apostolo del Padre (Ebrei
3:1). Egli disse: « Come il Padre mandò
me, così io mando voi » (Giovanni
20:21). Perciò essi sono i legati, gli ambasciatori
che parlano a nome di Cristo e dovranno essere ascoltati
come Gesù Cristo stesso: « Chi ascolta
voi, ascolta me » (Luca
10:16).
In essi parla Dio: « Non siete voi che parlate;
ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in
voi ». E Gesù consegna loro il mondo e
tutti gli uomini. « Andate in tutto il mondo »
(Marco
16:15); e potranno rimettere i peccati e fare leggi:
« Tutto ciò che avrete perdonato, sarà
perdonato in cielo » (Giovanni
20:23).
Saranno: « Ministri di Cristo e dispensatori dei
misteri di Dio » (1
Corinzi 4:1): luce e sole del mondo; pescatori di
anime e seminatori; agricoltori e mietitori; costruttori
e padri delle anime; pastori e testimoni di Cristo (BM
I,156).
15 maggio
La vera vita è
donarsi
Il vero apostolato è un donarsi, in opposizione
all'egoismo, all'interesse, alla vana gloria, alla sciocca
voglia di prodursi. Lo zelo nasce dall'intensità
dell'amore. La beneficenza è la pratica della
benevolenza.
L'apostolato quindi suppone lo spirito di sacrificio;
sacrificio di denaro, di tempo, di salute, di stima.
Esso include delusioni, critiche, opposizioni, spesso
anche da parte di chi meno si attenderebbero: forse
anche dalle persone di cui si cerca la salute eterna,
o che ricevettero benefici.Intendere bene la mortificazione.
Vi sono mortificazioni negative e positive. Non estenuarsi
con privazioni, ma fortificare l'organismo per zelare.
Gli apostolati compiuti convenientemente sono una mortificazione
positiva. Non comprimere, ma sviluppare le energie ed
impiegarle per la gloria di Dio e per le anime (CISP
560).
16 maggio
Tutti siamo missionari
« Compi il tuo dovere di evangelista »
(2Timoteo
4:5). E san Paolo non lo scriveva a uno degli evangelisti,
ma lo riferiva a tutti coloro che hanno la missione
di evangelizzare il mondo, a tutti gli uomini. Perché,
come egli dice in un altro passo, il Signore non ha
stabilito solo i Dottori nella Chiesa, i vescovi, ma
anche gli evangelisti. Tutti: i sacerdoti, discepoli,
aspiranti, suore, devono camminare nella stessa direzione,
nel medesimo spirito: evangelizzare!
E ognuno può dire: il Signore mi ha mandato ad
evangelizzare (Cf Luca
4:18).
Cooperiamo a rendere più buoni i cristiani sia
separati che i cattolici.
Contribuiamo con la preghiera, con qualche penitenza,
col sacrificio e con l'apostolato (FSP, meditazione
1959).
17 maggio
Missione universale
La missione paolina è universale rispetto agli
uomini. Si rivolge, usando i mezzi tecnici, in qualche
misura a tutti: ad ogni classe, ceto, età, condizione,
nazione, continente; con ragionevole preferenza alle
masse; per portare a tutti il messaggio della salvezza,
contenuto nella Bibbia, Tradizione, insegnamento della
Chiesa.
È universale quanto all'oggetto; poiché
si tratta di tutto cristianizzare: filosofia ed arte,
letteratura e musica, sociologia e morale, storia e
diritto, governi e leggi, scuola e lavoro.
Scrive san Paolo: « La pace di Dio, che sorpassa
ogni intelligenza, custodisca i vostri cuori e i vostri
pensieri in Cristo Gesù.
In conclusione, « fratelli, tutto quello che è
vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello
che è virtù e merita lode, tutto questo
sia oggetto dei vostri pensieri » (Filippesi
4:8) (UPS 7,373).
Continua
G.M.Ferrero ssp |