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RESENTAZIONE
Carissimi/e fratelli e sorelle,
l'Itinerario spirituale degli Esercizi per il prossimo
triennio ci pone alla scuola dell'apostolo Paolo di
cui il prossimo anno ricorre il giubileo dei 2000 anni
della nascita. Egli, oltre ad essere nostro ispiratore
e padre, è anche il primo grande esempio di una
spiritualità orientata verso la piena conformazione
a Cristo.
Paolo trasudava il Maestro divino da tutti i pori al
punto tale che in lui pulsava lo stesso cuore e lo stesso
zelo per l'umanità del Pastore celeste. Per questo
il beato Alberione ha voluto qualificare il Paolino,
consegnandogli l'affermazione di san Giovanni Crisostomo:
Cor Pauli, cor Christi.
Lasciamoci prendere per mano e da lui guidare nel vivere
la consacrazione e la missione paolina nel mondo di
oggi.
I temi scelti per l'Itinerario spirituale dei prossimi
tre anni 2006-2008 sono i seguenti:
* nel 2006 rivisiteremo
il tema della vocazione, dimensione fondamentale dell'eredità
carismatica del nostro beato Fondatore. Faranno da guida
alcuni passaggi della Lettera ai Romani particolarmente
legati a tale tema.
* Nel 2007 l'attenzione
si sposterà sul tema della comunità, trattato
alla luce di alcune pagine della prima Lettera ai Corinzi.
* Il 2008 sarà dedicato
al tema dell'apostolato, inteso come espressione viva
e testimonianza concreta dell'apostolo. In merito, saranno
particolarmente utili le provocazioni della seconda
Lettera ai Corinzi.
Invochiamo lo Spirito perché ci conceda di vivere
questo triennio spirituale alla scuola del Maestro divino,
il quale "chiamò a sé quelli che
volle, perché stessero con Lui... e anche per
mandarli" (Mc 3,14).
Ci auguriamo che questa scelta, maturata nell'ascolto
delle risonanze di tanti di voi, possa rispondere in
modo adeguato al desiderio di santità, dedizione
e rinnovamento che molti portano in cuore.
Il segreto di un'esperienza di Esercizi è sempre
legato al personale dialogo con il Signore che richiede
silenzio, ascolto, docilità allo Spirito, desiderio
di conversione, umiltà nell'intensificare lo
slancio apostolico e volontà di ravvivare le
motivazioni che lo sorreggono. Possano questi giorni
restituire ciascuno alla rispettiva comunità
con un senso dl rinnovata gratitudine a Dio per la sua
fedeltà e un vivo desiderio di bene verso i fratelli
e le sorelle e verso la missione paolina.
È questo l'augurio che rivolgo anche a nome delle
Superiore provinciali e dei Delegati degli Istituti
della Famiglia Paolina in Italia.
don. GIOVANNI BATTISTA PEREGO,
SSp Superiore Provinciale
LA VOCAZIONE
COME PARTECIPAZIONE DI UN GRANDE DONO
Nel metterci in ascolta della Lettera
ai Romani, come abbiamo già avuto modo di rilevare,
noi evidenzieremo il tema della vocazione. Dentro questo
termine si cela un'esperienza concreta e vitale: quella
di essere raggiunti da una voce, la voce del Padre,
che fa nascere e ri-nascere; quella di incontrare, in
Cristo, la testimonianza di un amore immenso, senza
fine, e allo stesso tempo, puntuale e concreto; quella
di riconoscerci, nello Spirito Santo, parte responsabile
e corresponsabile del disegno di salvezza sull'umanità.
In questo Itinerario, tale esperienza viene espressa
dalla parola partecipazione.
La vocazione è, infatti, partecipazione di un
dono, condivisione di una ricchezza, espressione di
una responsabilità vissuta nella comunione.
Il termine esprime quel senso di movimento, di dinamismo,
di interdipendenza, di dignità, di vita, di affidamento,
di disponibilità, di alleanza... che caratterizza
da sempre il rapporto tra il credente e il suo Signore.
Lo ritroviamo, non a caso, nelle pagine più significative
della storia della salvezza:
*nella "decisione"
presa dalla Trinità santa, di fare di Adam un
essere vivente, costituendolo servo e custode del suo
giardino;
*nell'obbedienza del Figlio,
libero al punto da offrire la propria vita perché
neppure uno degli amati del Padre si perda;
*nella disponibilità
di Maria, donna dell'Amen, un Amen che diventa stile
di vita;
*nella passione degli apostoli,
soprattutto di Pietro e di Paolo, fedeli cercatori del
Regno di Dio.
PER VIVERE BENE GLI ESERCIZI
Prima di avviare l'esperienza degli
Esercizi, facciamo memoria di alcuni atteggiamenti e
disposizioni che possono favorire l'incon-tro con Gesù,
il Maestro che è Via, Verità e Vita, per
"stabilirsi totalmente" in Lui, e portare
frutto negli esercizi del quotidiano.
*L'importanza dell'esercizio
di preghiera. In questi giorni, ciò che conta,
oltre l'ascoltare meditazioni o prediche, è l'esercitarsi
alla relazione e comunicazione con il Signore, creando
spazi ben definiti di dialogo con Lui. Ognuno è
invitato a organizzare il "proprio orario"
all'interno dell'orario previsto per la giornata, scandendo
i vari momenti per questo tempo di contemplazione e
di verifica.
*L'importanza dell'accompagnamento.
Nel rispetto della libertà di ciascuno, sarebbe
prezioso durante gli Esercizi avere dei colloqui con
chi "detta" le meditazioni o con chi anima
le giornate. Se le circostanze favoriscono un confronto
quotidiano, è bene approfittarne. In caso contrario,
si faccia in modo di valorizzare al massimo la giornata
della riconciliazione.
*L'importanza di un progetto
personale. Conoscere la mèta che il Signore ci
propone e volerla raggiungere, rafforza le motivazioni
e rende il passo sicuro. L'esperienza degli Esercizi,
mentre dispone a mettere ordine nella propria vita,
orienta ad affidarla e consegnarla con rinnovata gioia
alla fedeltà del Signore. Il vivere in profondità
l'esperienza dell'essere amati da Dio, santi per vocazione,
sarà favorito dalla cura che si darà al
silen-zio, alla celebrazione Eucaristica, centro della
giornata che, attraverso l'adorazione quotidiana, si
estenderà nel tempo, radicando in Cristo Pane
e Parola di Vita la nostra mente, la nostra volontà
e il nostro cuore.
PER APPROFONDIRE
* Per
chi desiderasse approfondire la Lettera ai Romani valorizzando
un buon commento, suggeriamo i seguenti studi: Romano
Penna, Lettera al Romani, Rm 1-5. Introduzione, versione,
commento (Scritti delle origini cristiane 6), Dehoniane,
Bologna 2004 (dovrebbe uscire a breve il secondo volume
che completa il ricco e puntuale commento); Antonio
Pitta, Lettera al Romani (1 libri biblici. NT 6), Paoline,
Milano 2001. Molto buono anche il commento in francese
di Simon Légasse, L'épitre aux Romains
(Lectio Divina Commentaires 10), Cerf, Paris 2002.
* In ambito protestante
resta di riferimento il volume di Karl Barth, L'epistola
ai Romani (1 Campi del Sapere), Feltrinelli, Milano
1989. Un commento più essenziale dello stesso
autore: Breve commentario all'epistola ai Romani, Queriniana,
Brescia 1990. Merita di essere preso in esame anche
il testo di Martin Lutero, La Lettera ai Romani, San
Paolo, Cinisello Balsamo 1991.
* Visto che abbiamo la
fortuna di avere la versione italiana di alcuni commenti
patristici, suggeriamo: Agostino, Agostino interprete
di Paolo. Commento di alcune questioni tratte dalla
Lettera ai Romani, Paoline, Milano 1993; Ambrosiaster,
Commento alla Lettera ai Romani, Città Nuova,
Roma 1984; Cirillo d'Alessandria, Commento alla Lettera
ai Romani, Città Nuova, Roma 1991; Giovanni Crisostomo,
Commento alla Lettera di S. Paolo ai Romani (2 volumi),
Siena 1970-1971; Origene, Commento alla Lettera al Romani
(2 volumi), Marietti, Casale Monferrato 1985; Teodoreto
di Ciro, Commentario alla Lettera ai Romani, Borla,
Roma 1998.
*Tra i commenti pastorali
e spirituali suggeriamo: Gargano Innocenzo, Lectio divina
sulla Lettera ai Romani (quattro volumetti), Dehoniane,
Bologna 2001-2004; Pitta Antonio, Lettere ai Calati
e ai Romani. II vangelo della salvezza, San Paolo, Cinisello
Balsamo 1998; Sacchi Alessandro, Lettera ai Romani,
Città Nuova, Roma 2000. Un po' datato il commento
pastorale di Galizzi M., La Lettera di Paolo ai Romani.
Un grido di libertà (vol. 1). La storia ha un
senso (vol. II), Elledici, Leumann (TO) 1978-1977.
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