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DORAZIONE e contemplazione,
sono concetti che ci sembrano sorpassati. Eppure è
proprio questo ciò che il Papa domanda ai giovani,
come si coglie dal tema di questa XX Giornata Mondiale
della Gioventù: «Siamo venuti per adorarlo»
(Matteo
2:2). Questa frase, riportata dall'evangelista Matteo,
è stata detta dai Magi, e proprio i Magi sono
stati presi dal Papa come modello per i giovani. Ogni
giovane, come ogni altra persona, per dare un senso
alla propria vita, non può stare ferma, ma, come
i Magi, deve mettersi in cammino e, come Marta e Maria
(Luca
10,38:42), deve darsi da fare nelle cose materiali
come in quelle spirituali. Il cammino, però,
non può essere improvvisato; ci si deve far guidare
da Cristo che è la stella (Matteo
2:9), colui che ci rinfranca nel nostro cammino
(Salmi
22:3) e il pane della vita (Giovanni
6:35) che ci nutre in ogni Eucaristia.
Come i Magi donarono a Gesù oro, incenso e mirra,
il Papa invita i giovani a donare a Cristo la propria
libertà,
la propria preghiera il proprio affetto, e riconoscerlo
come Dio, abbandonando le varie forme di idolatria che
ci presenta il mondo d’oggi. Tale atteggiamento
richiede certamente una conversione continua, sull'esempio
dei Magi stessi che tornarono ai loro paesi per un'altra
strada (Matteo
2:12).
Infatti, l'incontro con Gesù, il Cristo, cambia
in profondità e dona il coraggio di compiere
scelte coraggiose di testimonianza della fede negli
ambienti in cui si vive.
Enrico M. Beraudo |