ome per i Salesiani, vi fu un loro allievo Domenico Savio,
adolescente
divenuto santo e vissuto al tempo del fondatore s. Giovanni
Bosco, così anche per la Pia Società S.
Paolo (Paolini) vi fu, vivente il loro fondatore il beato
Giacomo Alberione, un loro allievo adolescente Maggiorino
Vigolungo, anch’egli avviato sulla via della beatificazione
ufficiale.
Maggiorino Secondo Vigolungo, nacque a Benevello (Cuneo)
il 6 maggio 1904, frequentò le scuole elementari
nel suo paese natio, dove ebbe l’occasione di conoscere
don Giacomo Alberione, il quale la domenica ed i giorni
festivi, svolgeva il suo ministero sacerdotale a Benevello.
A 12 anni, il 15 ottobre 1916 entrò in quella che
allora si chiamava “Scuola Tipografica Editrice”
e che diverrà poi la ‘Pia Società
S. Paolo’ ad Alba (Cuneo), centro di tutta la grande
Opera dedicata all’Apostolato della Stampa e delle
Comunicazioni Sociali, fondata dal beato Alberione, frutto
della sua moderna intuizione, di servirsi dei nuovi mezzi
di comunicazione per raggiungere e propagare la morale
e la Dottrina cattolica, alle masse dei fedeli.
In questo ambiente, ancora in gestazione, ebbe come insegnanti
il beato Timoteo Giaccardo, che ha anticipato sulla via
della santità, tutte le altre degne figure della
Pia Società S. Paolo; e poi lo stesso fondatore
don Giacomo, che lo dirigeva anche spiritualmente e che
in seguito sarà il suo primo biografo.
Il grande maestro lo additava come esempio a tutti gli
aspiranti Paolini, mettendo in luce il suo proposito di
“progredire un tantino ogni giorno”; in una
sua lettera ai compagni della tipografia, scriveva: “Quindi
o compagni carissimi, diffondete con zelo la buona stampa,
perché così schiacceremo la cattiva, la
quale è un flagello più terribile della
guerra, della peste e della fame. Dunque coraggio nel
Signore e scrivetemi presto…”.
Nella primavera del 1918, Maggiorino rientrò in
famiglia, perché ammalato di pleurite; il 18 luglio
fu colpito da una grave forma di meningite, che lo portò
alla tomba, il 27 luglio 1918, a soli 14 anni.
Venne sepolto nel cimitero di Benevello poi, per la sua
breve vita vissuta angelicamente, con attività
e propositi tutti impegnati a realizzare gli scopi dell’Istituzione
Paolina, la sua salma fu traslata il 26 ottobre 1933,
in uno speciale loculo nel cimitero di Alba, da qui le
sue spoglie, il 17 aprile 1952 furono trasferite nella
Cappella della Pia Società S. Paolo, posta nello
stesso cimitero di Alba.
Il 27 ottobre 1962 fu effettuata una ricognizione canonica
e infine il 2 maggio 1963, le sue spoglie furono sistemate
nella chiesa di San Paolo di Alba. A causa della sistemazione
ed approvazione dei vari Istituti facenti capo alla Pia
Società S. Paolo, la causa per la sua beatificazione,
fu introdotta solo il 12 dicembre 1961; vi fu una battuta
di arresto nel 1971, perché la Congregazione dei
Santi, intendeva ridiscutere ampiamente la questione delle
cause di beatificazione degli adolescenti; il supplemento
d’informazione si concluse positivamente in data
11 settembre 1980.
Il decreto sulle virtù ed il titolo di venerabile
si ebbe il 28 marzo 1988. Per il giovane aspirante apostolo
della Comunicazione Sociale, ven. Maggiorino Vigolungo,
si è aperta la strada per la sua beatificazione,
che lo vede affiancato alle altre nobili figure della
Famiglia Paolina: beato Giacomo Alberione, beato Timoteo
Giaccardo, venerabile Riccardo Andrea Borello, serva di
Dio Maria Scolastica Rivata, venerabile Tecla Merlo, testimoni
della validità di un apostolato, che partendo dalla
nebbiosa Alba in Piemonte si è esteso in tutto
il mondo.
Antonio Borrelli
Data della prima
pubblicazione
di questa pagina sul Web:
19 Luglio 2005
Data ultima modifica:
2006-04-07 6:09