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1.appresentiamoci
al vivo la grotta, la greppia, il bue e l'asino; poi
Giuseppe, Maria, il
Bambino. Adoriamo con gli Angeli.
Il presepio è cattedra del Maestro, tribunale
del Giudice, trono di misericordia. E' cattedra, la
prima cattedra del Maestro Divino. Egli, tacendo, insegna
alle anime pie e docili: l'umiltà, la povertà,
la pazienza.
L'umiltà: essendo Dio, umiliò, annientò
al cospetto degli uomini Se stesso; e si mostrò
come uomo, anzi come bambino. Impariamo a scomparire:
«Sarebbe una intollerabile imprudenza, mentre
la maestà si annientò, se il vermicciattolo
si gonfiasse ed inorgoglisse ».
La povertà. Gesù ha, per casa, una grotta;
per culla una greppía, per letto un po' di paglia,
per fasce dei pani grossolani. Eppure Egli è
Dio vero da Dio vero; dal quale tutto fu creato. Egli
predicherà poi: Beati i poveri.
La pazienza: Venne nella Sua nazione, ma non fu accolto;
anzi, fu cercato a morte. Eppure, dimenticato, tace;
come tacerà quando sarà accusato e condannato.
Impara il silenzio di chi soffre solo per Gesù
Cristo
2.Il
presepio è tribunale di giudice. Tacendo, il
Bambino fa conoscere chi è e chi non è
Suo discepolo. E' suo discepolo chi si mette alla scuola
dei Suoi esempi: chi Lo segue, Lo imita nella umiltà,
povertà, mortificazione, pazienza. Non è
suo discepolo chi non viene alla Sua scuola; o non ne
approfitta; o ci viene solo raramente o quasi per curiosità.
Vero Suo discepolo è chi prende la sua croce
e Lo segue; non è vero Suo discepolo chi non
porta la sua croce.
E' vero discepolo chi rinunzia a tutto od almeno distacca
il suo cuore da tutto, per Suo amore; non è vero
Suo discepolo chi è mondano, cerca se stesso,
ama la vita comoda, gli onori, i piaceri, le ricchezze.
E' Suo discepolo chi ne ha lo spirito di mansuetudine
e di carità; non lo è chi si vendica,
odia, invidia. 
3. E'
trono di misericordia. Nel presepio Gesù per
la prima volta stende le Sue braccia per invitare a
Sè tutti gli uomini, come farà in tutta
la vita: « Stesi tutto il giorno le mie mani».
(Isaia
65:2). «Venite a me voi tutti che avete sofferenze
o peso di peccati: vi ristorerò». Molte
sono le pene nostre: «Molte sono le tribolazioni
dei giusti». (Salmi
33:19). Confidiamoci in Gesù: Egli ci conforterà.
Prima, perdonerà ai pentiti i loro peccati; poi,
ispirerà la pazienza; inoltre infonderà
conforto con la speranza del paradiso. Ogni pena confidata
a Gesù, riuscirà lieve; accettata dalla
Sua mano cesserà di essere una croce.
ESAME. - II Natale
per me è soltanto una festa di famiglia? Od un
giorno di poesia? O un'occasione di riposo e godimento
umano? Oppure è una nuova nascita in Cristo?
PROPOSITO. -
Oggi entro alla scuola di questo Divino Maestro, per
restarvi ogni giorno della mia vita.
PREGHIERA. -
«Signore, che questa notte sacratissima hai rischiarata
con i fulgori della vera luce; concedi, Te ne preghiamo:
che di quella stessa luce di cui in terra conosciamo
i misteri, in cielo, poi, partecipiamo ai gaudi nella
contemplazione della Tua gloria».
Don Alberione |