"Siate
sante,
care Annunziatine,
la santità sta nel cuore"
26
Novembre Festa del Beato
Giacomo Alberione
Io sono la Via la Verità
e la Vita
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Pensieri
di Don Alberione
SANTIFICARE IL TEMPO (2) cfr.: :
da:Meditazioni per Consacrate Secolari
Link:
http://www.alberione.org/scritti_ita.htm
Ci benedica il Signore e che non ci avvenga, come forse
capiterà a tante anime, che hanno passato una vita
abbastanza buona, ma l’hanno sprecata; hanno messo
le loro opere buone in un sacco bucato, perché
non c’era intenzione retta. E mettere del grano
in un sacco bucato, è sprecarlo.
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A
bbiamo in noi due vite: l’una è la vita umana:
il bambino è nato ed è figlio dei suoi genitori;
ma arrivato al battesimo diviene figlio di Dio, perché
in noi ci sono due vite, la vita umana che Iddio ci ha
dato e la vita divina della grazia. La grazia di Dio è
un germe, è un seme divino che viene immesso in
noi per mezzo del Battesimo.
Se il bambino muore poco dopo, o prima dell'uso di ragione,
va in Paradiso perché ha la grazia, è figlio
di Dio, e i figli di Dio vanno alla casa del Padre Celeste
che li aspetta.
Questo germe è destinato a svilupparsi. Quando
si arriva all'uso di ragione, quando si arriva alla prima
Comunione, alla prime confessioni, alla cresima, eccetera,
il germe cresce, perché i sacramenti servono a
svilupparlo. Questo germe, diciamo così, viene
anche paragonato a un
seme che è destinato a crescere, a diventare prima
una pianticella, poi un grande albero che stende i suoi
rami e poi foglie, fiori e frutti. Ecco la vita! È
questa vita spirituale che deve svilupparsi. Fino a che
punto? Secondo i disegni di Dio per ogni anima. Quando
cresciamo?
Gesù Cristo entra nell'anima quando l'anima è
messa in grazia di Dio; è Gesù Cristo che
è nel nostro intimo, ma poi mediante i sacramenti,
mediante la virtù, le opere buone e l'apostolato,
l’anima va crescendo. Dice san Paolo nella lettera
ai Galati: «Vi voglio così bene che mi adopero
presso di voi come una madre che vuole bene ai suoi figli,
e mi adopero: "donec formetur Christus in vobis"»
(Gal 4,19): finché crescerà, si formerà
del tutto in voi Gesù
Cristo.
Questa vita soprannaturale sia santificata! Difatti quando
l'anima parte, lascia il corpo, e a suo tempo verrà
anche il corpo a prendere parte ai gaudi dell'anima stessa.
Arrivare ad una crescita completa, come dice san Paolo,
alla virilità piena di Cristo, secondo i disegni
che Dio ha avuto su ciascuno di noi. Questo essere che
noi dobbiamo coltivare, cioè Gesù che si
sviluppa, diciamo, in noi, perché in noi Gesù
Cristo si forma gradatamente appunto
mediante i sacramenti, le opere buone, le opere di apostolato
e quello che nella vita diamo e offriamo per la gloria
di Dio. Gesù cresce in noi fino al «vivit
vero in me Christus» (Galati
2:20), fino a che Gesù Cristo vive in me, e
cioè quando noi abbiamo i pensieri di Gesù
Cristo e
pensiamo come Lui, o meglio, è Lui che pensa in
noi; quando al posto del nostro cuore c'è il cuore
di Gesù, cioè il nostro cuore è come
il cuore di Gesù, che ha cercato sempre la gloria
del Padre e la salvezza delle anime, fino a dare la sua
vita sulla croce. Poi non ci sarà più la
nostra
volontà, ma la volontà di Gesù Cristo,
affinché ci guidi Lui, la volontà del Padre
che si estende un po' a tutto, non solo ai comandamenti,
ma anche ai consigli evangelici che voi avete abbracciato.
«Se vuoi essere perfetto». Cresca in noi Gesù
Cristo, come dice san Paolo.
«Christianus alter Christus!». Il religioso,
la religiosa ancora di più: il Cristo più
completamente sviluppato in noi. Quindi la morte come
sarà serena! Sarà l'ingresso immediato in
Paradiso, perché distaccati dalle cose mondane
per mezzo dei voti di povertà, castità e
obbedienza, il
volo dell'anima verso Dio sarà libero come quello
dell'aquila che si dirige verso il cielo. Si cresce realmente
fino ad essere veramente formati: «Donec formetur
Christus in vobis» (Galati
4:19); oppure quell'altra espressione di san Paolo:
«In virum perfectum, in mensuram aetatis plenitudinis
Christi» (Efesini
4:13). E noi costatiamo questo: che Gesù Cristo
è nella Chiesa, ma la Chiesa si sviluppa a
poco a poco e così si sviluppa a poco a poco in
noi la vita di Cristo.
Che cosa abbiamo da fare adesso? Vi sono anime che progrediscono
anno per anno, perché si nutrono di Vangelo, si
nutrono di pane eucaristico, si nutrono di tutto quello
che nella vita incontrano di buono e di santo. Sono anime
che vanno in cerca di occasioni di merito, come i
mondani vanno in cerca tutti i giorni, tutti i momenti,
di star bene, di star meglio, e cioè di godersela,
di risparmiare quanto possono le pene; e quindi mirano
al piacere,
all’onore e in particolare a quello che riguarda
la soddisfazione della parte umana. E non hanno che delle
vedute corte, vedono solo fino alla morte, cioè
finché dura questa vita.
Ma voi che avete una grande luce, avete degli occhiali
che vi danno una luce speciale, guardate all'eternità.
Sono ciechi questi mondani, non pensano che questa vita
è breve mentre l'altra vita è eterna, e
se è poco il godimento quaggiù, sarà
eterno il godimento lassù nell'eternità.
Sì! Certamente siete molto più contente,
serene e tranquille voi che i mondani nelle loro soddisfazioni,
perché possedete Dio. Un'anima si lamentava con
Gesù: «Sono tanto misera, sono tanto povera»,
e Gesù dopo tante lamentele si fece sentire: «Ma
quando possiedi me hai tutto!».
E allora essa rimase consolata.
Ogni anno saliamo un tratto della scala che va verso il
cielo; e arrivati alla fine di un anno ci si trova su
un pianerottolo. Prima si era su un pianerottolo inferiore
e poi si è passati ad uno superiore, più
alto, e di lì si riprende la salita.
Adesso è cominciato l'anno ed avete già
fatto dei gradini essendo già al terzo giorno.
Poi c'è un altro tratto di scala. Alla fine dell'anno
si canta bene il "Te Deum”, perché si
è arrivati ad un altro pianerottolo.
E così vi auguro tanta vita, ma vi auguro specialmente
"diespleni", dei giorni pieni di meriti.
Che alla sera vi siano già questi giorni pieni!
Chiedere perdono al Signore delle
deficienze che ci sono state, ma si può avere la
consolazione: «Signore mi hai guidato, mi hai aiutato
nella giornata». E il riposo si sente dolce, perché
le membra sono
stanche avendo lavorato per Dio, per l'eternità.
Adesso dunque il proposito sarebbe questo: fedeltà
nel servizio di Dio e nell'apostolato. E siccome il vostro
apostolato si allarga, il vostro cuore si dilata sempre
di più.
Abbracciare più ampi orizzonti. Avete forse un
piccolo cerchio di bene da fare, ma forse adesso il cerchio
si ingrandisce, però dobbiamo cercare di avere
un cuore conformato al cuore di Gesù. Com'era il
cuore di Gesù? San Paolo voleva arrivare a tutti.
Ebbene si può arrivare a tutti
mediante la preghiera: pregare che la Chiesa si estenda
nel mondo, che Gesù Cristo prenda possesso delle
anime, che regni ovunque. Cantare lode al Signore e pensare
a chi?
Agli Italiani, agli Europei, al mondo! Portate nel vostro
cuore il desiderio: vengano tutti a Gesù Cristo,
alla Chiesa.
Tre miliardi e ottocento milioni di uomini oggi! Ma quanti
sono adesso che hanno conosciuto Gesù Cristo, e
quanti l'hanno seguito? Dilatare un poco il nostro cuore.
Nell’oriente ci sono un miliardo e cento milioni
di uomini e quasi tutti o non conoscono Gesù Cristo
o non lo hanno seguito.
E il cuore di Gesù quali desideri ha? E voi? «Donec
formetur Christus in vobis»: il cuore sia formato
secondo il cuore di Gesù; la mente che viva la
mente di Gesù; (libro)
la volontà che sia la volontà di Gesù,
che viva veramente Gesù Cristo in noi!
Intanto è stato un seguito di grazie che abbiamo
già
ricevute nella nostra vita e continuiamo a ricevere.
Cerchiamo di avere questa sapienza: «Signore, concedimi
questa e quell'altra grazia, ma soprattutto dammi la grazia
di corrispondere alla grazia». Perché se
sciupiamo le grazie è come se uno buttasse dalla
finestra l'oro o i biglietti di banca. E quanti se ne
perdono di questi biglietti, cioè di queste grazie!
Ma voi siete venute, e la vostra presenza indica che volete
veramente far tesoro dell'anno e del tempo che il Signore
vi concederà.
Posso avere pochi giorni, anche soltanto poche ore, ma
finché vivrò, ogni sera l'ultima cosa che
faccio nella giornata è di benedire tutti.
E adesso vi do la benedizione.
Preghiamo a vicenda. Il Signore sia sempre con voi.
Siate liete nel corso dell'anno. Qualche dolore verrà
a bussare: non chiudetegli la porta. Sia fatto quel che
vuole il Signore!
Don
Alberione
Data della prima
pubblicazione
di questa pagina sul Web:
5/1/2006 2006
Data ultima modifica:
2006-01-05 10:37