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L’Avvento è preparazione al Natale.
Gesù nel giorno di Natale aprirà la sua
scuola agli uomini: scuola di verità, scuola
di santità, scuola di amore.
Dobbiamo sentire la necessità di questa scuola;
in questo tempo di preparazione al Natale dobbiamo riconoscerci
ignoranti,pieni di difetti, inclinati al male, alle
passioni, al peccato e quindi entrare in un certo spirito
di penitenza.
La Chiesa nelle domeniche di Avvento fa indossare i
paramenti violacei che indicano penitenza. Quanti errori
sono nella mente degli uomini, quante dottrine false
si vanno predicando e quante massime errate sentiamo
ripetere tanto spesso!
Massime mondane che riducono tutte a questo: considerare
soltanto la vita presente, i beni transitori,mentre
è solo mezzo per conseguire la felicità
eterna.
Lo spirito del mondo inclina a scambiare il fine con
i mezzi e cioè a cercare la felicità e
la soddisfazione quaggiù, come se fossimo creati
per il tempo e non per la eternità.
Entriamo nello spirito dell’Avvento che è
spirito di umiltà.
Umiltà e spirito di penitenza, riconoscendo i
nostri sbagli e i nostri peccati; umiltà e supplica,riconoscendoci
deboli, fragili, inclinati al male.
Riconoscere il gran bisogno che abbiamo del Maestro
Divino. Questo tempo ci serva specialmente per chiedere
al Signore che si ripeta la sua venuta, cioè
l’Incarnazione del Figlio di Dio, ma nel mondo
presente, il quale, in una parte notevole, ignora ancora,
oppure rifiuta di riconoscere il Salvatore.
Soprattutto chiedere che il Figlio di Dio venga a nascere
nei nostri cuori, nelle nostre menti; ci trasformi,
perché la redenzione consiste nel diventare simili
a Gesù.
Seguiamo l’insegnamento di san Paolo, particolarmente
adatto a questo tempo:
“Vivere con temperanza,giustizia e pietà
aspettando la lieta speranza e la manifestazione gloriosa
del nostro Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo”.
Temperanza. Mortificare le passioni sregolate: frenare
gli occhi, la lingua, frenare ogni cupidigia, frenare
l’orgoglio, la sensualità.
Temperanza anche nei godimenti della terra.
Bisogna che la letizia sia sempre temperata da quello
che è giusto, da quello che è il limite
segnato da Dio stesso.
La letizia non deve mai trasmodare e arrivare al peccato,al
disordine.
Giustizia. Giusti verso Dio: a Dio l’onore e la
gloria; giusti verso il prossimo: rispetto nelle parole
e nelle opere; rispetto ai superiori, agli uguali, agli
inferiori.
Giustizia che riguarda l’onore, i doni spirituali
e i beni corporali.
Pietà. Questi devono essere giorni di grande
pietà. Fare bene tutte le pratiche di pietà.
Risvegliare in noi l’amore a Dio, a Gesù,
alle anime.
Preghiamo devotamente: Concedici,onnipotente Iddio che
la nascita del tuo Unigenito secondo la carne ci liberi
dalla schiavitù che ci tiene sotto il giogo del
peccato.
Letizia santa sulla terra, che preluda alla letizia
eterna in cielo.
Primo Maestro
(da una circolare di dicembre del 1962)
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