er arrivare alla santità cui siamo chiamati e compiere
bene il nostro apostolato, ci è
necessaria la pietà, come è necessario lo
studio, come è necessario nutrirsi e riposare nella
giusta misura: così è per ognuno di noi,
e così è per l'istituto preso nel suo complesso.
Se vi è la pietà sufficiente, vi saranno
le benedizioni del Signore sullo studio, sull'apostolato;
vi sarà l'amministrazione retta e regolare e il
Signore non lascerà mancare agli apostoli il pane
necessario; Egli che provvede ai passerotti si prenderà
cura dei suoi figli amatissimi.
830.Pietà
non incolore, ma pietà di colore paolino e cioè
pietà che si rivolge al Maestro divino, alla
Regina degli apostoli, a san Paolo. La pietà
nostra! È quella che mantiene il Paolino, che
mantiene la Paolina non solo, ma darà gioia e
porterà alla santificazione, a un apostolato
largo e profondo, tale che arriverà alla conversione
delle anime.
Messa
831.
Consideriamo la santa Messa divisa in tre parti.
...La prima parte è didattica o di ammaestramento:
«Io sono la Verità» ed ha il suo
centro nell'Epistola e nel Vangelo. La seconda è
la parte consecratoria, è la vera offerta, il
vero Sacrificio, il centro anzi del Sacrificio: «Io
sono la Via». La terza parte ha il suo centro
nella Comunione e vi si onora particolarmente Gesù
Vita.
832.
La Messa: è il centro del culto cattolico. È
la fonte delle grazie. È il sole delle devozioni.
833.
La Messa sole della pietà, regina delle devozioni,
fonte dell'acqua di vita e delle grazie, che comunicano
i Sacramenti.
La Messa il più efficace suffragio per il purgatorio.
La Messa luce, sacrificio, innesto della preziosa oliva
in un olivastro, che è l'uomo peccatore.
La Messa gloria del Sacerdote, fortezza dei martiri,
alimento delle vergini, l'occulta potenza dell'apostolo,
dello scrittore, del predicatore, la gioia del vero
cristiano.
L'eterna Messa celebrata dal Sommo Pontefice in cielo
glorifica Dio e dà gaudio ai Beati.
834.
«Prendete e mangiate, questo è il mio corpo»
(
Matteo 26:26): l'alimento spirituale, il cibo spirituale.
E se al mattino aspettate colazione, prima [viene] la
colazione dell'anima,
la Comunione.
Visita eucaristica
835.
I modi di fare la Visita al Santissimo sono tanti, ma
il primo modo è di farla (perché a volte
può venire meno la voglia); il secondo modo è
di farla; il terzo è ancora di farla, perché,
dice san Francesco di Sales, se mi chiedete il modo
di camminare, bisogna che vi dica: muovi prima un piede,
poi l'altro, poi di nuovo il primo, eccetera.
836.
Quanto giova alle volte stare in contemplazione davanti
al tabernacolo, senza sforzarsi di pensare a cose alte!
Dire a Gesù semplicemente: «Tu sei il mio
Maestro, mi hai dato l'esempio, io voglio fare come
hai fatto tu».
837.
Gesù è qui con noi, ma è con noi
nella forma più semplice; cioè sotto le
specie del pane e del vino; nella forma che maggiormente
indica l'unione: cioè del cibo. Quale maggiore
unione vi può essere di quella del cibo con chi
lo mangia? Il cibo diventa qualcosa di noi. Gesù
nell'Eucarestia si dona così da essere la nostra
vita: « Vivo ego iam non ego» (Galati
2:20).
838.
La presenza reale [di Gesù nell'Eucaristia] richiede
dall'uomo una corrispondenza che si esprime colla Visita
al santissimo Sacramento.
839.
Uno dei migliori modi per fare la Visita al santissimo
Sacramento è quello che ci porta ad onorare Gesù
Maestro: Via, Verità e Vita.
840.
Gesù [nell'Eucaristia] intende e parla. Dite
tutto a Gesù.
L'adorazione sia fatta «in Christo et in Ecclesia»
845.
La Visita al santissimo Sacramento per l'apostolo è
come un'udienza, una scuola, ove il discepolo o il ministro
si intrattiene col divino Maestro.
847.
La pace tra gli uomini e negli uomini si realizza a
misura che l'umanità entra nella scuola di Gesù
Maestro, Via, Verità e Vita.Il Maestro divino
questa scuola l'ha aperta nella grotta di Betlemme,
l'ha continuata a Nazareth, nella vita pubblica, nella
vita dolorosa, nella vita gloriosa; la continua nel
tabernacolo. La medesima scuola si perpetua visibilmente
nella Chiesa, che è maestra di fede, di morale,
di preghiera. Chi fedelmente la segue si trova certamente
sulla via della pace e della felicità eterna.
848.
La Visita anzitutto non è un complesso di preghiere:
è proprio « la Visita », come se
si andasse a trovare una persona cara, per esempio la
mamma, e allora si fa uno scambio di saluti, uno scambio
di notizie, uno scambio di doni, di promesse, eccetera.
La Visita ha lo scopo di stabilire la nostra vita in
Cristo Gesù, e cioè vivere in Gesù,
per Gesù, con Gesù.
849.
Molti sono i metodi proposti per trarre da questa pratica
i maggiori frutti. Indicatissimo quello in onore a Gesù
Maestro, Via, Verità e Vita.
850.
Nel fare la Visita consideratevi rappresentanti dell'umanità
presso il tabernacolo, raccogliendo nel vostro cuore
tutti i cuori degli uomini, presentando a Dio tutti
i loro bisogni, onde Egli faccia giungere la forza a
chi è debole, la luce a chi è nell'oscurità;
perché le anime si allontanino dal peccato, perché
Gesù vinca la resistenza dei peccatori, perché
sia concessa santificazione e zelo alle anime consacrate
a Dio. Gesù vi ha affidato questo ministero:
rappresentanti dell'umanità presso il tabernacolo;
questa è la vostra vocazione: un ministero di
carità!
851.
La nostra pietà è in primo luogo eucaristica.
Tutto nasce come da fonte vitale dal Maestro eucaristico.
Così è nata dal tabernacolo la Famiglia
paolina, così si alimenta, così vive,
così opera, così si santifica.
Dalla Messa, dalla Comunione, dalla Visita eucaristica,
tutto: santità ed apostolato.
852.
La vita Paolina è nata dal tabernacolo; così
dovrà viversi; così da consumarsi, per
il santo Viatico. Dal tabernacolo tutto, senza il tabernacolo
nulla.
Pensieri tratti da:Alberione
Vademecum -
Edizioni Paoline
Don Alberione |