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l Bougaud, dopo aver considerato la potenza della donna,
esclama: « Initium et
finis mulier »: in ogni cosa grande vi trovate
come principio e fine la donna. E Tacito: « Inesse
in eis quid divinum»: la donna ha in sè
una orma della potenza di Dio.
Ma perchè questo Dio,che fa bene ogni cosa, che
tutto rettamente dispone in peso e misura, secondo i
suoi altissimi fini, perchè questo Dio è
stato così munifico verso la donna? La risposta
è esplicita e logica: perchè l'aveva destinata
a una nobilissima vocazione; i doni largiti alla donna
sono i mezzi necessari alla sua missione.
Rifacciamoci all'origine del mondo. Quando Dio ebbe
creato l'uomo, dice la S. Scrittura, Egli guardò
a lui e, tocco il cuore di compassione alla vista della
sua solitudine, pronunciò quella parola: «Non
è bene che l'uomo sia solo: facciamogli una compagna
simile a lui che gli serva di aiuto»(Genesi
2:18)E creò la donna per aiuto dell'uomo.
Ma per aiutarlo in che cosa? Nei suoi lavori, nelle
sue angosce? Si: è acerbo il dolore quando si
soffre da soli! Per condividere le gioie, e sogni di
felicità? Sì, perchè si gode assai
poco, quando si gode soli! E siccome l'uomo non è
creato per la terra ma per il cielo, siccome Dio collocò
in lui speranze celesti, aspirazioni e slanci sublimi,
siccome il mondo è l'esilio, mentre il cielo
è la patria: sorreggere l'uomo in questo cammino,
condurlo amorosamente all'eternità beata, procedervi
sostenendosi a vicenda, costituisce l'altissima missione
della donna, adjutorium simile sibi. «Son due
- dice il S. Padre Pio XII - l'uomo e la donna, che
camminano a paro e si dànno la mano e si legano
col vincolo di un anello; nodo amoroso che anche il
paganesimo non dubitò di chiamare "vinculum
iugale". Che è mai dunque la donna se non
l'aiuto dell'uomo, colei a cui Dio concesse il sacro
dono di far nascere l'uomo al mondo? » L'uomo,
curvo sulla terra che doveva lavorare, avrebbe forse
perduto facilmente di vista il cielo: Dio gli diede
un angelo, un apostolo, un amico intimo, persuasivo,
amabile onde gli conservasse la luce e l'attrattiva
verso la meta. Si procede bene, la mano nella mano!
Gen,2,18
E’ però tristemente vero che Eva si valse
di questo dolce ascendente su Adamo per trascinarlo
seco nella colpa. Ma Dio, punendolo, non mutò
la missione della donna: l'uomo caduto abbisognava ancora
di più dell'aiuto di lei. Se la donna, sotto
il dominio brutale del paganesimo, per diffidenza dell'uomo,
cadde schiava, oppressa o almeno fu allontanata dall'uomo,
Dio pensò a rilevarla da tale stato: se no, essa
non avrebbe più potuto esercitare la sua missione.
Maria fu l'alto tipo della donna cristiana: Essa compì
il suo ufficio di sollevare l'uomo, di distaccarlo dalla
terra, di condurlo al cielo. La donna riabilitata da
Gesù Cristo, venne con paziente ed assiduo lavoro
rimessa al suo posto primitivo. Dopo diciannove secoli,
la donna cristiana gode di nuovo quel santo ed universale
rispetto, quel tenero e religioso amore, quegli onori
e quei riguardi di delicatezza che rendono possibile
l'esercizio della sua missione. Quel certo spirito di
cavalleria, che nonostante le naturali esagerazioni,
dominò tanto nel Medio Evo e forma ancor oggi
come l'incanto e il profumo della società civile,
è tutto uno spirito ed un frutto delle dottrine
cristiane sulla donna. In essa troviamo di nuovo quel
profumo di purezza, quell'aureola di modestia, quella
bellezza grave, quell'amabile libertà, quella
virtù generosa e quel desiderio intenso di attrarre
il cuore dell'uomo per innalzarlo al cielo e condurvelo
seco.
Quanti uomini, specialmente nel turbinio presente della
vita, dimenticherebbero forse Dio, l'anima, l'eternità,
se non avessero una sorella, una sposa, una madre, una
flglia...
L'uomo meglio fornito di doni e di studi, tra gli affari
e le occupazioni del presente, facilmente dimentica
l'idea del futuro: il visibile lo soffoca, il suo volto
si abbassa. E lo dimentica, anche perchè molte
donne non vivono all'altezza della loro missione. Lo
lamenta il S. Padre Pio XII:
«Il meraviglioso progresso materiale, non accompagnato
e non seguito da un corrispondente progresso morale,
ha finito con tutti i suoi agi e le sue comodità
di soffocare nelle coscienze i valori spirituali e di
mettere l'uomo fuori di Dio e contro Dio.
«L'applicazione delle scoperte scientifiche, i
mirabili progressi della scienza, le sorprendenti realizzazioni
della meccanica hanno trasformato il mondo; ma la donna,
creata da Dio per ricordare all'uomo il suo fine spirituale,
immortale, eterno, non ha saputo guidare se stessa per
le difficili vie della civiltà moderna, non ha
saputo difendere e salvaguardare l'importante trincea
dei valori spirituali. non ha saputo essere la misura
di tutto, come avrebbe dovuto, per la sua missione.
Così ha finito di essere travolta e divenire
prima il trastullo, il giocattolo grazioso della vita,
poi lo strumento di corruzione, di rovina, di peccato.
« Spetta alle giovani migliori - e chi non vuol
essere tra quelle? - saldare la rottura profonda, ricomporre
il disaccordo, ristabilire l'armonia tra le nuove forme
di vita e la legge di Dio, attingendo alla fede religiosa,
alla coscienza della propria dignità, al senso
di responsabilità umana e civile, la forza per
essere all'altezza dei tempi, non solo nel portamento
esterno, ma in quello spirituale e morale ».
L'uomo è in uno stato di inferiorità rispetto
alla donna: mentre la avanzerebbe per forza della sua
intelligenza. Ciò che l'uomo dimentica, è
precisamente quanto la donna più facilmente ricorda,
perchè lo sente sempre vivo. Ella non cura tanto
la logica, ma se si tratta delle cose spirituali le
intuisce meglio, le gusta meglio, vi inclina più
facilmente. Qualcuno ha detto: la religione è
per le donne. Non è per le donne nel senso di
escludere gli uomini; ma è per le donne nel senso
che la donna naturalmente è più inclinata
alle pratiche di pietà. « Anche la
Chiesa, disse il Papa Pio XI alle Donne Cattoliche,
vi rende questo onore, chiamandovi il sesso devoto.
E voi dovete, con la religione e per la religione, essere
aiuto dell'uomo ».
Chi mette la danna fuori di tal missione, la mette fuori
della sua vocazione: la rende una spostata. La donna
che non fa questo è inutile, se non dannosa,
nel mondo. Alla donna che si insuperbisse o si lamentasse
di dover lavorare per la conversione del marito si potrebbe
far presente che quello è il suo esplicito dovere.
Beato Alberione |