he cosa sia l'inferno. - C'era un uomo ricco.. (Luca
16:19-31). 
Vi è un luogo che è chiamato inferno. Esso
é stato creato da Dio per punizione di quelli che
sulla terra rifiutano di credere alla Chiesa, di osservare
i Comandamenti, di pregare. Questi infelici si allontanano
da Dio, sulla terra: si allontanano nella mente con l'infedeltà;
si allontanano nella volontà con le opere cattive,
si allontanano nel cuore con l'abbandono della preghiera.
Finché si resta sulla terra vi è possibilità
di riacquistare la fede, di mutare la volontà,
di rimettersi in grazia. Ma giunta che sia l'ora della
morte, l'anima è confermata nello stato in cui
si trova in quel momento; e se un'anima é distaccata
da Dio, non potrà più sperare la salvezza,
perché la prova è finita. Il figlio rimarrà
sempre lontano dal Padre, la creatura dal Creatore, il
peccatore dal Cielo. Questo stato di un'anima si dice
inferno.
Gesù, dopo aver descritto la scena del Giudizio
Universale, ci ha preannunziato le parole con cui darà
la sentenza per i buoni e per i cattivi, conchiudendo:
et ibunt hi in supplcium aeternum; iusti autem in vitam
acternam: i cattivi scenderanno nell'inferno ed i buoni
saliranno in Cielo alla vita eterna. (Matteo
25:46)
Attualmente vi è il Paradiso, il Purgatorio,
l'inferno. Ora la Chiesa si compone di tre parti: la
Chiesa trionfante, che comprende i beati; la Chiesa
purgante in cui si trovano le anime che si preparano
a salire al cielo; e la Chiesa militante nella quale
siamo noi che lottiamo contro il male, guidati dal nostro
grande capitano Gesù Cristo. A1 giudizio universale
sarà chiusa la Chiesa purgante, sarà terminata
la Chiesa militante. Rimarrà soltanto la Chiesa
trionfante; e tutti quelli che, essendo macchiati, saranno
trovati indegni di entrare a quella beata eternità,
andranno lontani da Dio, nel fuoco eterno: in supplicium
aeternum. Già, là, si trovano Caino, Giuda e
tanti seminatori di scandali e di rovine, da anni e
secoli... Vi è tanto da temere che altre anime,
ostinandosi nel male, finiscano col cadere là
dentro; l'ostinazione é la via che conduce alla
perdizione e tanti purtroppo, la prendono.
L'inferno è «locus tormentorum» Dio
è misericordia e giustizia insieme. Sulla terra
sentiamo tutti la Sua tenerissima carità di Padre
che invita al Paradiso; ma dopo morte il peccatore sentirà
tutta la Sua giustizia. Dio accumula sul dannato tutti
i mali: pene per lo spirito, pene per il corpo. Dante
immagina scritto sulle porte dell'inferno:
Per me si va nella città dolente, per me
si va nell'eterno dolore, per me si va fra la perduta
gente.
Come vi era una valle presso Gerusalemme in cui venivano
buttati tutti i rifiuti, per essere bruciati,
«Gehenna ignis», così vi è
moralmente un posto in cui si raccoglieranno tutti i
mali. La sorgente del male é unica: il peccato;
nell'inferno si raccolgono tutti i peccati e quindi
tutte le sue conseguenze: le pene. «Congregabo
super cos mala».
Contempliamo l'eternità; miriamo il Paradiso
popolato di Santi; consideriamo l'inferno rigurgitante
di demoni e di ogni sorta di peccatori, raccolta di
ogni tormento. Comprendi che cosa sia il peccato? Affacciati
all'inferno e mira un poco quello spettacolo. Poi rivolgiti
a Gesù e ascolta: «Che cosa gioverebbe
all'uomo se guadagnasse anche tutto il mondo e perdesse
l'anima?» ( Matteo
16:26).
Canto del Salmo
6
Esistenza dell'inferno.- Chi avrà scandalizzato
uno di questi piccoli...Marco
9:41-49
L'esistenza dell'inferno é un articolo della
nostra Fede. Diciamo nel Simbolo Atanasiano: «La
fede retta insegna che dobbiamo credere e confessare
che chi avrà fatto bene andrà alla vita
eterna, mentre chi avrà fatto il male andrà
nel fuoco eterno. Questa è la fede cattolica,
che se qualcuno non la credesse fedelmente e fermamente,
senza dubbio si dannerebbe».
Si dice nel Vangelo: «Radunerà il Signore
il suo grano nel granaio, brucerà la paglia con
fuoco inestinguibile». Dal contesto è chiaro:
il grano rappresenta i giusti, la paglia rappresenta
i cattivi. S. Ireneo scrive:
«Tutti coloro cui il Signore avrà detto:
"Allontanatevi da me, o maledetti!" saranno
per sempre perduti e tutti coloro, invece, cui avrà
detto Gesù Cristo: "Venite, o benedetti,
nel regno del Padre mio" saranno per sempre salvi».
Tutti i popoli hanno compreso e creduto la esistenza
di un inferno eterno. Ammessa la Divina Giustizia. è
evidente, infatti, che il male deve venir punito; ed
é pure un fatto che questo non accade sempre
nella vita presente. Non si cedono talora i buoni perseguitati
ed i cattivi in prosperità?
Sia lode a Dio legislatore! sia gloria eterna alla Bontà
che perdona gli umili e contriti di cuore; sia gloria
alla Giustizia che punisce gli ostinati che passano
all'eternità in peccato.
L'albero se cadrà a destra rimarrà in
eterno alla destra; che se invece cadrà alla
sinistra rimarrà in eterno alla sinistra.
Causa unica di dannazione è il peccato: frutto
sia dunque un vivo dolore dei peccati. Una goccia di
piacere porta un mare di dolori. Dicano i dannati: Che
ci giovò la ricchezza? che ci giovò la
goria mondana? che ci giovò il piacere? Tutto
passò come ombra! rimane eterno l'amarissimo
frutto: l'inferno. Abbiamo gustato un pò di miele,
e ne fummo avvelenati per una morte eterna.
Cantiamo a Gesù nostra Via, perché ci
dia di camminare sulle sue orme e invochiamo la protezione
di San Giuseppe.
Don.Alberione |