ella liturgia di oggi si presenta un vivo contrasto; da
una parte la benedizione delle palme e dei rami di olivo
con la commemorazione dell'ingresso trionfale di Gesù
in Gerusalemme; dall'altra, la S. Messa ed il canto del
Passio ispirati a profonda mestizia. La prima, preannunzia
la gloria di Gesù Cristo risorto, il Suo ingresso
al cielo nel giorno
dell'Ascensione e nel giorno finale quando introdurrà
i Suoi eletti nel beato regno. La seconda, è la
storia dei patimenti, delle umiliazioni per compiere la
redenzione degli uomini.
Gesù Cristo trionferà; e con Lui i Suoi
eletti; i nemici contribuiranno a rendere più glorioso
il Suo trionfo, loro malgrado. L'entrata trionfale di
Gesù in Gerusalemme è così descritta
nel Vangelo: «Avvicinandosi a Gerusalemme, arrivato
a Betfage, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò
due discepoli, dicendo loro: Andate nel villagio a voi
di rimpetto, e subito troverete un'asina legata con il
suo puledro: scioglietela e menatela a me; e se alcuno
vi dirà qualche cosa, ditegli che il Signore ne
ha bisogno, e subito ve li rilascierà. Or tutto
questo avvenne perchè si adempisse il detto del
profeta: Dite alla figlia di Sion: Ecco il tuo re viene
a te, mansueto, seduto sopra un'asina e su un asinel lo,
puledro di una giumenta. I discepoli andarono e fecero
come aveva loro comandato Gesù. E menarono l'asina
e il puledro, e vi misero sopra i mantelli e Gesù
sopra a sedere. E la gran turba stese i mantelli per la
strada, alcuni tagliavano rami dagli alberi e li stendevano
per la strada, e le turbe che precedevano e quelle che
seguivano, gridavano: Osanna al figlio di David: benedetto
Colui che viene nel nome del Signore » (Matteo,
21, 1:9).
S. Paolo parla di questa esaltazione di Gesù,
ricordando che venne acquistata a prezzo delle più
profonde umiliazioni: « Fratelli: Abbiate in voi
gli stessi sentimenti di Gesù Cristo, il quale,
esistendo nella forma di Dio, non considerò questa
Sua uguaglianza con Dio come una rapina, ma annichilò
Se stesso, prendendo la forma di servo e divenendo simile
agli uomini; apparve come semplice uomo; umiliò
Se stesso, fattosi ubbidiente fino alla morte e alla
morte di croce. Per questo Dio Lo esaltò e Gli
donò un nome che è sopra ogni altro nome,
tale che nel nome di Gesù si deve piegare ogni
ginocchio in cielo, in terra e nell'inferno, ed ogni
lingua deve confessare che il Signore Gesù Cristo
è nella gloria di Dio Padre » (Filippesi
2, 5:11).
Gesù Cristo, Sacerdote ed Ostia, salì
sulla croce, presentando al Padre il sangue Suo per
la redenzione degli uomini. La Chiesa canta: «
Ecco, brilla il mistero della croce, dove la Vita ha
subìto la morte; e con la Sua morte ci ha resa
la vita ». Gesù istituendo l'Eucarestia
disse: questo è il mio corpo che sarà
immolato per voi... questo è il mio sangue che
sarà sparso in remis sione dei peccati. Gesù
invece di annientare gli uomini peccatori nel Suo sdegno,
soffre e muore per essi nella Sua misericordia. Egli
è l'uomo dei dolori, Egli portò il peso
dei nostri peccati. Egli fu condotto a morte come una
pecora ed ha mantenuto il silenzio. E noi abbiamo avuta
la guarigione dalle Sue lividure. « Ma quelli
che avevano preso Gesù, Lo condussero dal sommo
sacerdote Caifa, dove s'erano adunati gli Scribi e gli
anziani. E Pietro Lo seguiva alla lontana fino all'atrio
del sommo sacerdote, ed entrato dentro, sedeva coi servi
per vedere come la cosa sarebbe andata a finire.
Or i principi dei sacerdoti con tutto il Sinedrio cercarono
false testimonianze contro Gesù, per farLo morire,
e non ne trovarono, sebbene si fossero presentati molti
falsi testimoni. Finalmente vennero due falsi testimoni
che dissero: « Costui ha detto: Posso distruggere
il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni. E alzatosi
il sommo sacerdote Gli disse: Non rispondi nulla a quanto
essi depongono contro di Te? Ma Gesù taceva.
E il sommo sacerdote riprese: Ti scongiuro pel Dio vivente
a dirci se Tu sei il Cristo, il figlio di Dio. Gesù
gli rispose: Tu l'hai detto: anzi vi aggiungo che più
avanti vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra
della potenza di Dio, venire sulle nubi del cielo. Allora
il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo:
Egli ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni?
Ecco, avete sentita ora la bestemmia. Che ve ne pare?
Quelli risposero: E' reo di morte.
Allora Gli sputarono in faccia e Gli dettero dei pugni
e altri Lo schiaffeggiarono, dicendo: Indovinaci, Cristo,
chi mai Ti ha percosso? (Matteo
26,57:67).
Don Alberione |