ggi, conversione di San Paolo, vediamo quale conversione
dobbiamo chiedere noi. E' il primo punto della coroncina,
dove chiediamo la conversione dal difetto principale.
E' molto adatto per noi l'ultimo oremus della Messa: Santificati
da questo mistero di salvezza, (che vuol dire: santificati
nella Messa e nella Comunione, mistero di salvezza), fa
o Signore, te ne preghiamo che non ci venga mai meno l'intercessione
di colui (cioè di S. Paolo), al cui patrocinio
ci hai affidati ». Se tutta la Chiesa oggi ripete
questa domanda, soprattutto dobbiamo ripeterla noi.
La Chiesa celebra la conversione di S. Paolo. E' l'unica
conversione celebrata nell'anno. Perchè? 1.
perchè è il modello di ogni conversione:
conversione totale, conversione radicale; 2.
per il modo miracoloso anche esteriormente, essendo ogni
conversione un miracolo di grazie interiori; 3,
per il gran bene che è venuto alla Chiesa dall'avere
Gesù Maestro preso questo suo avversario e fatto
un suo intimo, anzi l'apostolo che ha lavorato più
di tutti. Tante volte chi sembra più lontano da
Dio, conquistato dalla grazia, diviene più zelante.
I maggiori avversari talvolta sono diventati i più
grandi apostoli del bene, della verità, dell'amore
a Gesù.
Deve far sempre molto impressione l'introito: «
So bene in chi ho posto la mia fiducia e son certo che
egli è così potente da conservare il mio
deposito, di fede, fino a quel giorno in cui verrà
come giusto Giudice»(2
Timoteo 1:12). Significa: Fidiamoci di Dio, facciamo
il bene e il premio non mancherà. Il giusto giudice
nota tutto il bene che si fa e beato colui che riempie
bene le pagine del libro della vita. Colui invece che
lascia le pagine vuote, o scrive delle pagine nere? Togliamo
ogni parola nera, ogni carattere nero. Fidiamoci di Dio:
il premio non mancherà.
Epistola: « Saulo, ancora spirante minacce e strage
contro i discepoli del Signore, presentandosi al Sommo
Sacerdote gli chiese lettere per la sinagoga di Damasco
affine di menare legati a Gerusalemme quanti avesse trovato
di quella fede, uomini e donne ».
Saulo aveva già incitato e assistito al martirio
di S. Stefano ed era uno dei più zelanti per la
legge mosaica. Egli ancora non conosceva chi era Gesù,
ma Gesù si degnò farsi suo maestro, «
Per revelationem Jesu Christi » (Galati
1:12), dice, ho ricevuto il Vangelo che vi ho predicato.
Egli che non aveva udito Gesù predicare mentre
si mostrava visibilmente nel suo ministero pubblico. Allora
Saulo zelante della legge fino all'eccesso, dopo aver
istigato l'uccisione di Stefano, domanda autorizzazione
di andare nelle Sinagoghe di Damasco e prendere prigionieri
quanti credessero in Gesù Cristo.
«E durante il viaggio avvenne che avvicinandosi
a Damasco d'improvviso una luce dal cielo gli sfolgoreggiò
d'intorno. E caduto per terra sentì una voce che
gli disse: « Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti?
Ed egli domandò: «Chi sei, Signore? »
E l'altro: « Io sono Gesù che tu perseguiti.
Dura cosa è per te ricalcitrare contro il pungolo
» (che significa resistere alla grazia).E tremante
e stupefatto Saulo disse:«Signore, che vuoi ch'io
faccia? E il Signore: «Alzati ed entra in città,
lì ti sarà detto quello che dovrai fare.
E i suoi compagni di viaggio restarono attoniti udendo
la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo poi s'alzò
da terra, ma aperti gli occhi, non vedeva niente. Allora
menatolo per mano lo condussero a Damasco ove rimase tre
giorni senza vista, senza prendere cibo, nè bevanda.
Ora c'era in Damasco un certo discepolo chiamato Anania,
al quale il Signore disse in visione: « Anania!
» Ed egli rispose: «Eccomi o Signore ».
Ed il Signore a lui: « Alzati, va nella strada chiamata
la diritta e cerca in casa di Giuda uno di Tarso che si
chiama Saulo. Ecco egli già prega ed ha veduto
in visione un uomo di nome Anania andargli ad imporre
le mani, perchè ricuperasse la vista ». Anania
rispose: « Signore, ho da molti sentito dire quanti
mali abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. Questi
ha poi dai principi dei Sacerdoti il potere di arrestare
tutti quelli che qui invocano il tuo nome ». Ma
il Signore gli disse: « Va' perchè egli è
uno strumento da me eletto a portare il mio nome davanti
ai gentili; ai re e ai figli d'Israele ed io gli mostrerò
quanto dovrà patire per il mio nome ». E
andò Anania ed entrò in quella casa ed impostegli
le mani disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù,
quello che ti apparve per la strada per cui venivi mi
ha mandato a te affinchè ricuperi la vista e sii
ripieno di Spirito Santo ». In quell'istante caddero
dagli occhi di lui delle scaglie e ricuperò la
vista. E alzatosi si fece battezzare. Quindi prese del
cibo e riconquistò le forze. Stette alcuni giorni
con i discepoli che erano a Damasco. E subito si mise
a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il
Figlio di Dio e tutti quelli ,che lo udivano dicevano
stupefatti: « Non è costui che in Gerusalemme
disperdeva quelli che invocavano questo nome e venuto
per condurli legati ai Principi dei Sacerdoti? Ma Saulo
diventava sempre più forte e confondeva i Giudei
che abitavano in Damasco dimostrando essere Gesù
il Cristo ».
Quando ci siamo inginocchiati davanti all'altare là
in Damasco dove è rappresentata nell'icona il Battesimo
di S. Paolo per mezzo di Anania, abbiamo pregato perchè
tutti abbiamo questa grazia: convertici un po' ogni giorno:
« Converte nos Deus salutaris noster » (Salmi.
84:4). Ogni giorno operare un po' la nostra conversione.
Vedete che conversione profonda? S. Paolo, prima Saulo,
il nemico di Gesù, diviene il suo intimo fino a
vivere di Lui: «Vivìt vero in me Christus»
(Giovanni
2:20). «Quis ergo nos separabit a caritate Christi?
Tribulatio, an augustia, an fame, an sitis? » (Romani
8:35), ecc. «Certus sum » (Romani
8:38) che niente, nè la morte, nè la
vita mi separerà dall'amore di Gesù Cristo.
E non lo separò nè la vita nè la
morte: cioè nè le fatiche che dovette sostenere,
nè le carceri che santificò, nè le
catene che portò, nè i naufragi che fece,
nè le, battiture, nè le flagellazioni. «
Certus sum » dice: Son sicuro! Sicuro era nella
grazia di Dio, nella forza che gli veniva da Gesù
Cristo. Neppure la morte lo separò.
Qui siamo vicino al posto dove S. Paolo mostrò
il suo amore a Gesù Cristo fino all'estremo. Nessuno
ama di più di colui che dà la vita per l'amato.
Qui sparse il sangue suo, dopo aver esaurito le sue forze
nell'evangelizzazione che fece sentire in tante parti
del mondo, egli eletto apostolo delle genti Infatti secondo
la sua vocazione egli operò, e la vocazione gli
fu data. «Egli è uno strumento da me eletto
», la vocazione « a portare il mio nome davanti
ai Gentili » ed è l'apostolo dei Gentili,
« ai re e anche ai figli di Israele » in quella
misura che gli Israeliti accettarono la sua predicazione.
Rimane sempre un monumento dell'affetto ai suoi compatriotti
l'epistola ad Hebreos.
Conversione totale! Mentre voleva legare e mettere a morte
tutti i discepoli di Gesù e mentre incitò,
istigò gli avversari del nome di Gesù a
lapidare Stefano che si mostrava così pieno di
Spirito Santo e operava tanti prodigi, divenne l'apostolo
infaticabile, l'apostolo più zelante.
Vedete come è rappresentato nel nostro quadro?Ha
la mano sul petto quasi voglia dire:« Quis me separabit
a charitate Christi? » (Romani 8:35). E nello stesso
tempo pare che dica: « Chi è che s'inferma
ed io non la compatisca, chi è che soffre e non
abbia la mia consolazione e io non soffra con lui nel
mio cuore? » (2
Corinzi. 11:29). Sento - voleva dire - i bisogni e
le pene di tutti. Oh se vivesse ora con quali mezzi si
muoverebbe da una parte all'altra del mondo, per guadagnare
le anime a Gesù Cristo!
La conversione per essere totale si opera prima nella
mente. Bisogna che il nostro esame di coscienza prima
venga sulla mente, poi sul cuore, poi sulla vita e poi
sul corpo stesso. Chi potrebbe essere umile se non ha
pensieri umili in primo luogo? Potrebbe far degli inchini
e magari inginocchiarsi ed essere pieno di se stesso ;
mirare ad essere stimato, ad essere amato. Che cosa valgano
le genuflessioni degli orgogliosi, quando si piegano le
ginocchia e non si piega la testa, non si fa cioè
l'atto di fede e non ci sprofondiamo davanti a Gesù:
Signore abbi pietà di me perché sono peccatore?
Che genuflessioni alle volte! Anche esteriormente qualche
volta mostrano che non c'è fede. E' un segno fatto
in fretta, precipitosamente. Allora manca il sentimento
del cuore: manca il « mi umilio ».
Conversione dell'interno; cambiare i pensieri, cambiare
i sentimenti. Gesù lo disse: « Imparate da
me che sono mansueto ed umile di cuore » (Matteo
11: 29). Uno potrebbe sedere sulla cattedra di San
Pietro come Pio X ed essere sempre l'umile figlio di Riese;
potrebbe essere un carbonaio o un pecoraio ed essere pieno
di orgoglio e d'invidia. Non laviamo l'esterno del bicchiere
soltanto: laviamo l'interno. La conversione quindi deve
partire dalla mente e dal cuore; poi verrà l'esterno.
L'umile chiede consiglio, non sl fida di sè, prega
volentieri.
Quello che più manca, è bene che lo accenni,
è l'iniziativa della preghiera. Si va appresso
con stento. Vorrei far punto fermo perchè è
troppo importante in questo momento la cosa. Occorre che
abbiamo l'iniziativa della preghiera, perchè l'iniziativa
è quella che dimostra che nell'interno si è
umili, si sente il bisogno di Dio, si sente il bisogno
del consiglio, dell'ispirazione, si sente che abbiamo
bisogno della misericordia del Signore per i nostri peccati,
che abbiamo bisogno che il Signore ci tenga la mano sul
capo, perchè possiamo cadere in qualsiasi precipizio.
Quando c'è iniziativa della preghiera? Quando al
mattino si è solleciti; quando non si aspetta a
pregare quando si è in Chiesa e si devono seguire
le pratiche, ma si previene. E nell'apostolato giaculatorie,
e mentre si ascendono le scale per arrivare in Chiesa,
già si prega. E si prega anche per strada con giaculatorie,
non solo quando si fanno certi viaggi lunghi, in cui naturalmente
rimane parecchio tempo da dedicare alla preghiera.
L'iniziativa! Quando non c'è l'iniziativa che
precede, non si sente il bisogno della preghiera: la
preghiera diventa una pratica esteriore, che stanca
facilmente, di cui si cerca di abbreviare i momenti,
il tempo.
Ecco come distingue il Signore quelli che sono suoi.
Ad Anania dice Gesù: Va' nella via diritta, cerca
nella casa di Giuda uno di Tarso che si chiama Saulo
». E da che cosa si conosce? Come puoi sperare
che egli si disponga a ricevere la grazia del Battesimo
e a farsi mio discepolo? Il Signore lo dice: «
Ecco egli già prega ». Ecco come sorgono
le vocazioni, ecco come vengono le benedizioni di Dio
sulla vita, ecco come si arriva alla santità.
Potrebbe essere che dobbiamo portare con noi l'umiliazione
per le nostre mancanze, ma qualunque sia l'errore nostro,
se preghiamo risorgiamo e possiamo salire alle maggiori
altezze, all'apostolato.
Dobbiamo domandare la grazia della conversione quotidiana
dall'orgoglio, dall'invidia, dall'avarizia, dalla sensualità,
dalla pigrizia, dalla curiosità. Ogni giorno
operare un po' la nostra conversione. In che cosa abbiamo
bisogno oggi di convertirci? Quale, proposito abbiamo
fatto stamattina a Gesù dopo la Comunione? Che
cosa abbiamo promesso nell'ultima confessione? Almeno
convertirci un po' ogni settimana. Se la confessione
non è anche conversione, forse c'è da
tenere che manchi delle disposizioni necessarie.
Domandiamo a San Paolo le disposizioni necessarie ogni
mattina, per cominciare bene ogni giornata e per correggerci
di quei difetti che ancora abbiamo; per cominciare bene
la settimana col promettere fermamente nella confessione
e ottenere un miglioramento, un cambiamento.
Dal libro: PREDICHE del Rev.Primo
Maestro.
Don Alberione |