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1. L’Amicizia secondo
Dio è frutto del cuore buono.
"Chi teme il Signore si procaccia un’amicizia buona"
[cfr.Ecli.
6, 17].
A che serve il cuore buono se non ad amare? E non è
appunto perché ama che è compassionevole, devoto, benevolo,
riconoscente?
Dunque il buon cuore è amante, si dona, si commuove.
Esso è caldo come un focolare al quale vengono per riscaldarsi
tanti assiderati dal gelido vento che spira nel mondo.
Vi sono giornate, nella vita di ognuno, fredde in modo
tutto particolare. Giornate stanche in cui si cerca
riposo; giornate difficili, troppo assolate; si ha bisogno
di refrigerio, di riposo, di protezione, di conforto.
Allora si prova la verità della parola Scritturale:
"Chi trova un amico, trova un tesoro. Un amico
fedele è protezione potente" [cfr.Ecli.
6, 14]. E’ un forte sostegno; non tradisce
coloro che vi si appoggiano; a lui si confidano volentieri
progetti, speranze, timori. I frutti poi sono infiniti
e dolcissimi.
2. Il buon
cuore è ripagato, guasi sempre; sarà amato nella misura
in cui ama. Che, se qualche volta il suo affetto cade
su di una terra ingrata, generalmente, almeno, risveglia
delle simpatie; viene ricercato almeno nei giorni di
dolore. Se non altro, in cambio di qualche amaro abbandono
e penosa ingratitudine, raccoglie molte e dolci consolazioni.
Il cuore cattivo non ama: quindi non è amato. Poco per
volta viene abbandonato da tutti. Anche se per condizioni
sociali avesse molte relazioni, resterebbe ancora abbandonato
quanto ad affetto. Egli non ha appoggi, né alcuno fa
assegnamento su di lui. Non ha nessuno per confidarsi,
né alcuno si confida con lui. Nessuno lo protegge; spesso
è ingannato da bugiarde insinuazioni.
3. Signore,
io concludo che devo adoperarmi a dirigere, santificare,
reggere e governare il mio cuore. Esso può essere un
semenzaio di fiori vaghi e profumati, e può essere anche
un covo di serpenti schifosi ed avvelenati. Esso non
deve atrofizzare le sue attività; ma deve essere capace
degli slanci più generosi verso le cose buone e belle.
Non solo devo evitare di avere un cuore cattivo; ma
non posso neppure tollerare di avere un cuore insensibile,indifferente.
Devo sviluppare tutti quei sentimenti che rendono buono
il cuore.
Beato G. Alberione
(da: brevi meditazioni per ogni giorno
dell'anno)
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