
cioè per corrispondere alla
vocazione, per far bene l’apostolato, per acquistare
la virtù e arrivare al Paradiso.
La preghiera è necessaria perché ad
ogni istante abbiamo bisogno dei lumi del Signore.
Non basta ascoltare una predica o un consiglio; bisogna
che entri nell’anima e l’anima comprenda
quella verità, la senta nel cuore, la pratichi
con gioia. E questo si ottiene con la preghiera incessante.
Ai piedi di un Crocifisso tedesco del ‘600 c’era
scritto:”Siete infelici perché lo volete:
non pregate”. Se abbiamo sempre le medesime
difficoltà, se non sappiamo lottare, se non
riusciamo ad avere persuasioni profonde, se non abbiamo
decisioni efficaci, propositi fermi, se non riusciamo
a sentire la gioia della vocazione, il gusto delle
cose spirituali e dell’apostolato, non è
forse perché ci manca la preghiera? Oh, sì,
sì: siete infelici perché lo volete.
Accostatevi a Dio: pregate.
La preghiera è necessaria come l’aria
per respirare, come il cibo per conservare le forze;
è necessaria in modo assoluto per salvarsi.
Può avvenire che in un certo tempo della vita,
specialmente in gioventù, ci ripromettiamo
di fare tante cose da noi, perché c’è
impegno, abilità, ci si trova in un ambiente
favorevole. Ma anche se si può ottenere qualche
cosa di momentaneo, o anche passare gran parte della
vita con certi successi, se non si prega non è
possibile salvarsi. A che cosa varranno allora tutti
i successi?
Se pregheremo vinceremo il demonio; se pregheremo
corrisponderemo un po’ tutti i giorni alla nostra
vocazione; se pregheremo riusciremo nel nostro apostolato.
Se costantemente pregheremo, costantemente il Signore
ci darà la grazia. Dice sant’Agostino:
”La preghiera è la potenza dell’uomo
e la debolezza di Dio”. Dio si piega all’anima
umile che prega e le dà la sua grazia, perché
è fedele alla sua promessa di ascoltare chi
prega.
Per concludere ascoltiamo il consiglio di S.Alfonso:
”Quando siete un po’ turbati, quando avete
necessità che quasi non sapete più da
che parte rivolgervi; quando vi sembra anche di essere
svogliati nella preghiera,ricorrete alla Salve Regina,
pregando Maria che rivolga a noi quegli occhi suoi
misericordiosi, che ci guardi mentre siamo in questo
esilio, in questa valle di lacrime e che alla fine
possiamo contemplare il Bambino Gesù fra le
sue braccia: “E mostrarci dopo questo esilio
Gesù”.
Don Alberione (Circolare dicembre 1963)